GSK, dal Congresso ASH nuove evidenze per belantamab mafodotin (MM)

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GSK ha reso noti i nuovi dati dello studio di fase I DREAMM-9 (DRiving Excellence in Approaches to Multiple Myeloma) oltre a quelli relativi a due studi collaborativi che hanno valutato il potenziale impiego di belantamab mafodotin, primo farmaco della classe terapeutica degli anti-BCMA (antigene di maturazione delle cellule B), in combinazione con terapie standard nelle prime linee di trattamento del mieloma multiplo. I dati sono stati presentati al 63° incontro annuale dell’American Society of Hematology (ASH).

Nel complesso, i risultati di questi studi suggeriscono che l’ottimizzazione della dose, il programma terapeutico mirato ed il trattamento combinato possono ridurre gli eventi corneali associati a belantamab mafodotin nei pazienti che ricevono linee di terapia precoci. Queste informazioni saranno utilizzate come base per ulteriori studi che valutano il potenziale di belantamab mafodotin in una popolazione di pazienti più ampia.

Lo Studio DREAMM-9
I risultati preliminari di questo studio di fase I che valuta un regime di trattamento combinato con quattro farmaci comprendente l’associazione di belantamab mafodotin con lo standard di cura (bortezomib, lenalidomide e desametasone [VRd]) in pazienti con mieloma multiplo di nuova diagnosi non idonei al trapianto (n=36) hanno dimostrato tassi più bassi di eventi corneali nelle coorti che prevedono schemi di somministrazione con un intervallo prolungato e dosi più basse, pur mantenendo una ORR elevata. Il dosaggio nelle cinque coorti nello studio DREAMM-9 varia.

Quello della coorte 1 è 1,9 mg/kg Q3/4W; della coorte 2 è 1,4 mg/kg Q6/8W; della coorte 3 è 1,9 mg/kg Q6/8W; della coorte 4 è 1,0 mg/kg Q3/4W e della coorte 5 è 1,4 mg/kg Q3/4W. Una ORR del 100% è stata osservata nelle coorti 1 (n=12), 3 e 5 (n=6) mentre una ORR dell’83% è stata osservata nelle coorti 2 e 4 (n=5/6). Almeno il 50% dei pazienti in ciascuna coorte ha ottenuto una risposta parziale molto buona (VGPR) o migliore, con i tassi più alti osservati nelle coorti 1 e 5 (100% in ciascuno). Nella coorte 1, 7 pazienti su 9 hanno raggiunto una malattia minima residua (MRD) negativa al primo test dopo una risposta parziale (VGPR).

“Rimaniamo impegnati ad affrontare le esigenze non soddisfatte valutando belantamab mafodotin nelle prime linee di trattamento in combinazione con terapie standard di cura, nonché analizzare diversi regimi di dosaggio allo scopo di ottimizzare l’efficacia e la sicurezza – osserva Hesham Abdullah, Global Head of Oncology Development di GSK – Questi dati promettenti presentati all’ASH, sono iniziali ma sottolineano l’importanza di esplorare il potenziale di belantamab mafodotin come parte integrante di regimi di combinazione con lo scopo di migliorare i risultati per i pazienti con mieloma multiplo”.

Non ci sono stati nuovi eventi avversi associati a belantamab mafodotin nel DREAMM-9. La maggior parte dei pazienti ha manifestato eventi avversi correlati al trattamento, generalmente gestiti con eventuali modifiche di dosaggio. Gli eventi avversi più comuni che hanno portato a questa necessità sono stati trombocitopenia, neutropenia e eventi avversi corneali. Tutti i pazienti che hanno manifestato eventi avversi corneali hanno proseguito il trattamento.

“Per i pazienti con mieloma multiplo di nuova diagnosi che non sono idonei per un trapianto di cellule staminali, la valutazione di nuove terapie combinate di prima linea è fondamentale per migliorare la sopravvivenza – dice Saad Z. Usmani, Responsabile dell’Unità per il trattamento del mieloma presso il Memorial Sloan Kettering Cancer Center e principal investigator di DREAMM-9 – Riteniamo che questi risultati iniziali dello studio clinico DREAMM-9 dimostrino il potenziale della terapia di combinazione con belantamab mafodotin, con la maggior parte dei pazienti che ottengono una risposta parziale molto buona o risultati di sicurezza migliori e coerenti, sottolineando come questo possa diventare un importante regime di trattamento per questi pazienti”.

Lo Studio BelaRd
I risultati preliminari dello studio BelaRd che ha valutato la triplice combinazione di belantamab mafodotin con lenalidomide e desametasone (Rd) hanno dimostrato un’ORR del 100% (n=18) nelle tre coorti (2,5 mg/kg Q8W, 1,9 mg/kg Q8W, 1,4 mg/kg Q8W), ulteriore evidenza del potenziale di belantamab mafodotin in pazienti non idonei al trapianto con mieloma multiplo di nuova diagnosi. BelaRd, uno studio condotto dalla Società ellenica di ematologia in collaborazione con GSK in pazienti naïve al trattamento, non ha rilevato nuovi problemi di sicurezza. In tutte e tre le coorti di dosaggio, non sono stati osservati eventi avversi corneali di grado 3 o superiore.

Lo Studio ALGONQUIN
Aggiornati i risultati di ALGONQUIN, uno studio condotto dal Canadian Myeloma Research Group in collaborazione con GSK, che valuta belantamab mafodotin in combinazione con pomalidomide/desametasone (PomDex) in pazienti con mieloma multiplo recidivante/refrattario (2,5 mediana precedente linee di terapia). In tutte le coorti di dosaggio (n=54), belantamab mafodotin più PomDex ha determinato un’ORR dell’88,9%, con il 72,2% che ha raggiunto una risposta parziale (VGPR) molto buona e una sopravvivenza libera da progressione mediana (mPFS) di 17 mesi (IC 95%, 14,5- non ancora raggiunto).

Belantamab mafodotin somministrato come 2,5 mg/kg Q8W (n=12) ha dimostrato un’ORR dell’83,3%, con un mPFS che non è stato ancora raggiunto (IC 95%, 11,3 non ancora raggiunto). Questo schema di dosaggio è stato selezionato per l’espansione della coorte in base a sicurezza ed efficacia ottimizzate. L’attuale dose raccomandata dalla FDA di belantamab mafodotin come agente singolo è di 2,5 mg/kg somministrati ogni 3 settimane. La terapia di combinazione di belantamab mafodotin e PomDex nello studio ALGONQUIN ha dimostrato un profilo di sicurezza coerente con i profili di sicurezza noti di belantamab mafodotin e PomDex individualmente.

Tra i pazienti valutabili per la sicurezza (n=56), gli AE correlati al trattamento sono stati riportati dal 96,4% dei pazienti; gli eventi non oculari di grado 3 o superiore più frequenti includevano neutropenia e trombocitopenia. Eventi avversi gravi sono stati osservati nel 50% dei pazienti, con un evento fatale dovuto a sindrome da distress respiratorio acuto. Due pazienti (3,6%) hanno interrotto a causa di eventi avversi, incluso un caso di leucoencefalopatia (2,5 mg/kg Q4W; improbabile correlato al trattamento) e ALT elevata (2,5 mg/kg Q12W, probabilmente correlato al trattamento). Blenrep è un trattamento anti-BCMA che ha ricevuto approvazioni accelerate e condizionate rispettivamente negli Stati Uniti e nell’UE, per pazienti adulti con mieloma multiplo recidivante/refrattario che hanno ricevuto almeno quattro terapie precedenti, tra cui un anticorpo anti-CD38, un inibitore del proteasoma e un agente immunomodulatore. Blenrep non è attualmente approvato in nessun altro contesto di trattamento, incluso nel mieloma multiplo di nuova diagnosi o per l’uso in combinazione con altre terapie per il mieloma multiplo.

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