GSK: combo dolutegravir-lamivudina (HIV) supera test chiave

25 luglio, 2018 nessun commento


(Reuters Health) – La combo dolutegravir e lamivudina di GlaxoSmithKline funziona come la triplice terapia standard , anche nelle persone con livelli relativamente alti di virus, come dimostra uno studio recentemente presentato. ViiV Healthcare, la BU di GSK che si occupa dei farmaci per l’Hiv, ha svelato i dettagli degli studi Gemini in occasione della Conferenza internazionale sull’Aids di Amsterdam.

Lo studio
Dopo aver valutato 1.400 pazienti in 48 settimane, i ricercatori hanno scoperto che il 91% dei partecipanti che prendeva dolutegravir e lamivudina aveva alti livelli di controllo virale rispetto al 93% di chi assumeva la triplice terapia. Questa differenza non è statisticamente significativa. I tassi di fallimento virologico sono stati coerenti, non superando l’1% in tutti i gruppi e nessun paziente ha sviluppato resistenza ai farmaci. I risultati sono stati anche ampiamente coerenti con i livelli iniziali di Hiv nel sangue (più alti o più bassi), rassicurando chi temeva che il regime a due potesse funzionare meno bene in chi aveva più virus. “Questa è una nuova opzione di trattamento – afferma Pedro Cahn, ricercatore argentino autore dello studio – La ragione principale per intraprenderla è che riduce la quantità di carico del farmaco quando i pazienti sono in terapia per tutta la vita”.

GSK è convinta che il passaggio a due farmaci invece di tre aumenterà le vendite, offrendo ai pazienti una terapia con meno effetti collaterali potenzialmente tossici. Un regime a due molecole dovrebbe anche essere più economico, dal momento che lamivudina è un farmaco generico. ViiV si è prefissata l’obiettivo di superare entro il 2020 Gilead nel suo mercato da 26 miliardi l’anno dell’Hiv; un’aspettativa piuttosto ambiziosa, visto che Gilead attualmente detiene il 52% delle quote di mercato contro il 22% di Gsk. Circa metà dei pazienti con Hiv nei redditizi mercati di Usa e Europa hanno più di 50 anni e sono vulnerabili agli effetti collaterali dei farmaci che li mantengono in vita, e questi rende la tollerabilità un aspetto più importante rispetto al passato.

Viiv Heakthcare, in cui Pfizer e Shionogi hanno una piccola partecipazione, pensa di sottoporre la combinazione agli enti regolatori entro la fine dell’anno. Se approvato, si prevede che il nuovo trattamento sarà molto più utilizzato dell’altro regime a due farmaci di GSK, Juluca (dolutegravir e rilpivirine).

Fonte: Reuters Health News
(Versione italiana per Daily Health Industry)

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