GSK, accordo con banca dati genetica per rinforzare la pipeline

26 luglio, 2018 nessun commento


(Reuters Health) – Con l’acquisto, per 300 milioni di dollari, di una quota della società di analisi genetica 23andMe, con sede nella Silicon Valley, GlaxoSmimthKline si è assicurata l’accesso esclusivo al database DNA della società.  La mossa relativa a 23andMe è stata annunciata insieme a stime al rialzo per il 2018, rette dalle forti vendite di Shingrix, dalle entrate della consumer health – in questi giorni al centro del dibattito – e dal ritardo nell’ingresso nel mercato USA del generico di Advair.

L’accordo con 23andMe non porterà a nuovi prodotti da un giorno all’altro, ma il nuovo capo di Ricerca & Sviluppo della società inglese, Hal Barron, ex di Genentech (Roche) è convinto che grazie a questo accordo GSK, che è rimasto indietro rispetto ai rivali nello sviluppo di blockbuster, avrà una possibilità in più nello sviluppo di nuovi farmaci. 23andMe è conosciuta principalmente per i suoi kit di test che dalla saliva offrono agli utenti la possibilità di ricostruire la genealogia genetica. La società ha anche, da tre anni, un’unità di ricerca e sviluppo di farmaci, i cui sforzi si combineranno ora con quelli dei ricercatori di GSK. E con oltre cinque milioni di utenti, 23andMe ha una miniera di informazioni sui legami tra geni e malattie.

I progetti
Il primo progetto nell’ambito della collaborazione si concentrerà su un farmaco di GSK in sperimentazione per la malattia di Parkinson. Il medicinale funziona verso una specifica mutazione genetica e 23andMe avrebbe già identificato centinaia di possibili pazienti con il giusto profilo genetico. L’accordo, comunque, è la prima mossa di Barron per rafforzare il settore R&S, e probabilmente non sarà l’ultima. Il CEO, Emma Walmsley, ha dichiarato di essere “sempre più fiduciosa” che gli utili di GSK cresceranno entro il 2020. La società ha anche presentato un nuovo programma di ristrutturazione per ottenere risparmi sui costi annuali di 400 milioni di sterline entro il 2021, con i proventi da re-investire in R&S. E mentre alcuni investitori spingono per uno spin-off dei prodotti da banco, Walmsley ha dichiarato che il consiglio di amministrazione preferisce mantenere la struttura attuale, con farmaceutico, vaccini e farmaci da banco diversificati.

Fonte: Reuters Health News
(Versione italiana per Daily Health Industy)

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