Gli scienziati dei vaccini a mRNA, futuri Premi Nobel

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(Reuters) – Gli scienziati che hanno lavorato ai vaccini per il coronavirus potrebbero vincere, nei prossimi anni, il premio Nobel per la Medicina. Secondo alcuni esperti del settore, infatti, l’arrivo del prestigioso riconoscimento è solo questione di tempo.

Per il lavoro sull’RNA messaggero, gli scienziati che hanno fornito il maggior contributo sono Katalin Kariko, di origine ungherese, e l’americano Drew Weissman.
I vaccini prodotti con la tecnologia a base di mRNA hanno rivoluzionato la lotta al virus, in quanto veloci da produrre e molto efficaci.

I vaccini tradizionali, che introducono un virus inattivato o morto per stimolare il sistema immunitario dell’organismo, possono richiedere un decennio o più per essere sviluppati, mentre per il vaccino a mRNA di Moderna sono passati, dal sequenziamento del gene alla prima iniezione nell’uomo, 63 giorni.

L’mRNA trasporta messaggi che portano alla produzione di proteine necessarie per funzioni critiche, come coordinare processi biologici, tra cui la digestione, o combattere le malattie. I nuovi vaccini usano l’mRNA per istruire le cellule a produrre la proteina spike del coronavirus, stimolando così il sistema immunitario ad agire.

L’mRNA è stato scoperto nel 1961, ma gli scienziati hanno impiegato decenni per mettere a punto la tecnica per usarlo, considerandone l’instabilità e il fatto che può causare malattie infiammatorie. E chi ci ha lavorato spera che in futuro possa essere usato anche per trattare il cancro e l’HIV.

Kariko, 66 anni, dell’Università della Pennsylvania, ha gettato le basi per i vaccini a mRNA, scoprendo come fornire mRNA senza mandare in overdrive il sistema immunitario e Weissman, 62 anni, è il suo collaboratore di lunga data.

Fonte: Reuters Health News
(Versione italiana Daily Health Industry)

 

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