Gilead, Q3 trascinato da remdesivir

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(Reuters) – Per Gilead un Q3 superiore alle attese grazie soprattutto alla forte domanda di Veklury, il suo farmaco contro il COVID-19.

Senza considerare Veklury, noto anche come remdesivir, Gilead stima le vendite per l’intero anno in circa 21,5 miliardi di dollari. Si tratta di una cifra più bassa rispetto a quella intermedia precedente di 21,8 miliardi e che riflette un impatto più lungo del previsto della pandemia sull’attività della pharma USA.

Gilead ha anche annunciato che i dati uno studio chiave relativo all’impiego del farmaco Trodelvy in pazienti con cancro della mammella, attesi quest’anno, non arriveranno almeno fino alla fine di gennaio 2022.

Gli utili trimestrali rettificati sono di 2,65 dollari per azione, cifra nettamente al di sopra delle stime di Wall Street che si attestavano a 1,75 per azione. Le entrate sono aumentate del 13% rispetto al Q3 dell’anno precedente raggiungendo i 7,4 miliardi di dollari e superando le previsioni medie degli analisti (6,26 miliardi).

Una performance quasi interamente guidata dalle vendite di Veklury, che sono più che raddoppiate e hanno fatto incassare a Gilead 1,9 miliardi di dollari.

Per quanto riguarda il settore dell’HIV le vendite sono diminuite dell’8%, attestandosi a 4,2 miliardi di dollari, poiché alcuni farmaci del portfolio hanno perso la protezione del brevetto e la pandemia ha limitato l’accesso ai servizi sanitari.

Gilead ha infine aumentato la sua previsione degli utili rettificati per l’intero anno, portandola a 7,90-8,10 dollari per azione. La stima precedente era di 6,90-7,25 dollari.

Comprendendo anche Veklury, la pharma USA attende incassi tra i 26 e i 26,3 miliardi di dollari rispetto ai 24,4-25 miliardi stimati in precedenza.

Fonte: Reuters Health News

(Versione italiana Daily Health Industry)

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