Gilead, novità sugli agonisti TLR7 vesatolimod nell’HIV

25 Luglio, 2019 nessun commento


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In occasione del meeting della IAS (International AIDS Society), che si è appena concluso a Città del Messico, Gilead ha presentato i risultati di due studi sugli agonisti sperimentali del recettore toll-like 7 (TLR7) facenti parte di un programma di ricerca sulla cura dell’HIV.

I risultati dello studio preclinico e di quello clinico di fase I dimostrano che gli agonisti TLR7 vesatolimod (GS-9620) e GS-986 possono indurre attivazione immunitaria.

Questi risultati, inoltre, fanno seguito a precedenti ricerche precliniche, che suggeriscono come gli agonisti del TLR7 – utilizzati nell’ambito dei regimi di combinazione – svolgano un ruolo potenziale nelle strategie che perseguono la remissione virale. Il serbatoio virale dell’HIV è presente anche negli individui con soppressione virologica, e la sua eliminazione è considerata uno dei principali presupposti per la scoperta di una cura.

“Sebbene i trattamenti siano migliorati in modo significativo, le persone con HIV devono comunque affrontare una vita intera di terapie e di potenziali complicanze. Questa realtà guida la nostra costante ricerca di una cura per l’HIV”, dice Diana Brainard, Senior Vice President della divisione HIV and Emerging Viruses di Gilead Sciences. “Questi risultati dimostrano che gli agonisti del TLR7 hanno un ruolo potenziale da svolgere nelle strategie scalabili atte a ottenere una remissione virale sostenuta nell’uomo; continueremo pertanto a valutare questi agenti come parte di regimi curativi sperimentali”.

Questi gli studi sugli agonisti TLR7 presentati allo IAS:

Presentazione orale WEAA0304: Vesatolimod (GS-9620) is safe and pharmacodynamically active in HIV-infected individuals (“Vesatolimod (GS-9620) è sicuro e farmacodinamicamente attivo nei soggetti con infezione da HIV”)

Questo studio clinico di fase I, condotto in doppio cieco e controllato con placebo, ha arruolato 48 persone con HIV (di cui 43 maschi) in terapia antiretrovirale. L’età mediana dei partecipanti a questo studio era di 47 anni, con una mediana di 8,1 anni di terapia. Nel corso dello studio, 36 partecipanti hanno ricevuto dosi crescenti di vesatolimod (1-12 mg) e 12 hanno ricevuto placebo a settimane alterne. Vesatolimod a dosi più elevate ha stimolato una serie di risposte immunitarie. Vesatolimod è stato ben tollerato a tutte le dosi, senza eventi avversi di Grado 3 o 4 correlati al farmaco, senza eventi avversi gravi correlati e senza eventi avversi che hanno determinato la sospensione del farmaco in studio. Eventi avversi correlati al farmaco in studio, inclusi sintomi lievi e transitori di tipo influenzale, sono stati osservati in 9 partecipanti su 36 a dosi di 2 mg e superiori, coerentemente con gli studi precedenti. Questi sintomi si sono risolti entro un giorno, e non si sono verificati a ogni somministrazione.

Presentazione orale WEAA0105: Oral TLR7 agonist administration induces an immunostimulatory response in SIV-infected ART-suppressed infant rhesus macaques (“La somministrazione orale di agonisti del TLR7 induce una risposta immunostimolante negli infanti di macaco Rhesus con infezione da SIV e soppressione da ART”)

Questo studio preclinico ha valutato la somministrazione orale di GS-986 in due macachi Rhesus infetti da virus dell’immunodeficienza delle scimmie (SIV). A sette mesi di età, a entrambi i macachi sono stati somministrati per via orale 0,1 mg di GS-986. Quattro settimane dopo è stata somministrata una seconda dose da 0,3 mg, e in entrambi i casi sono stati monitorati emocromo, cariche virali, concentrazioni di citochine e risposta immunitaria. A entrambi i livelli di dosaggio, 0,1 mg e 0,3 mg, GS-986 ha indotto attivazione del sistema immunitario, con aumenti osservati delle citochine/chemochine plasmatiche periferiche e attivazione delle cellule immunitarie. GS-986 è stato ben tollerato, con un emocromo completo normale e con mantenimento della soppressione virale.

Questi risultati aggiungono nuove informazioni ai dati preclinici esistenti su GS-986 per quanto riguarda la potenziale futura applicazione di un agonista orale del TLR7 nelle persone con HIV.

 

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