Gilead: bene triplice terapia HIV in due studi fase III

25 luglio, 2017 nessun commento


Gilead ha comunicato oggi i risultati a 48 settimane di due studi di Fase 3 (Studi 1489 e 1490) che hanno valutato l’efficacia e la sicurezza di un’associazione a dose fissa di bictegravir (50 mg) (BIC) – un nuovo inibitore sperimentale dell’attività di strand transfer dell’integrasi (INSTI) – ed emtricitabina/tenofovir alafenamide (200/25 mg) (FTC/TAF) – un backbone a duplice NRTI – per il trattamento dell’infezione da HIV-1 negli adulti naïve al trattamento. Negli studi, tuttora in corso, BIC/FTC/TAF è risultato essere statisticamente non inferiore ai regimi contenenti dolutegravir (50 mg) (DTG) in combinazione con un backbone a duplice NRTI. I dati sono stati presentati nel corso del Congresso IAS in corso a Parigi.

Gli studi
Nello studio 1489, 629 adulti con HIV naïve al trattamento sono stati randomizzati 1:1 a ricevere BIC/FTC/TAF o abacavir/dolutegravir/lamivudina (600/50/300 mg) (ABC/DTG/3TC). Alla settimana 48, il 92,4% (n = 290/314) dei pazienti che assumevano BIC/FTC/TAF e il 93,0% (n = 293/315) di quelli che assumevano ABC/DTG/3TC ha raggiunto l’endpoint primario, costituito da livelli di RNA HIV-1 <50 copie/ml (differenza: -0,6%; IC95%: da -4,8% a 3,6%; p = 0,78). Un’analisi separata ha studiato l’effetto dei due regimi sulle variazioni della densità minerale ossea (BMD, bone mineral density) e dei parametri di funzionalità renale. Le variazioni medie percentuali di BMD rispetto al basale alla settimana 48 sono state -0,83% per BIC/FTC/TAF contro -0,60% per ABC/DTG/3TC (p = 0,39) nella colonna lombare, e -0,78% per BIC/FTC/TAF contro -1,02% per ABC/DTG/3TC (p = 0,23) nell’anca. Non sono state rilevate differenze tra i trattamenti per quanto riguarda le variazioni dal basale alla settimana 48 della velocità stimata di filtrazione glomerulare (eGFR, estimated glomerular filtration rate) o della proteinuria. Le variazioni lipidiche non sono state significativamente diverse tra i due bracci. Nessun paziente randomizzato in alcuno dei due bracci ha sviluppato resistenza emergente dal trattamento, e le interruzioni dovute a eventi avversi sono state poche in entrambi i gruppi: 0,0% (n = 0) per BIC/FTC/TAF contro 1,3% (n = 4) per ABC/DTG/3TC. Gli eventi avversi (di qualsiasi grado) più comuni sono stati nausea (10% per BIC/FTC/TAF contro 23% per ABC/DTG/3TC), diarrea (13% contro 13%) e mal di testa (11% contro 14%).

Nello studio 1490, 645 adulti con HIV naïve al trattamento sono stati randomizzati 1:1 a ricevere BIC/FTC/TAF o DTG+FTC/TAF. Alla settimana 48, l’89,4% (n = 286/320) dei pazienti che assumevano BIC/FTC/TAF e il 92,9% (n = 302/325) di quelli che assumevano DTG+FTC/TAF ha raggiunto l’endpoint primario, costituito da livelli di RNA HIV-1 <50 copie/mL (differenza: -3,5%; IC95%: da -7,9% a 1,0%; p = 0,12). Nessun paziente in alcun braccio di trattamento ha sviluppato resistenza ad alcuno dei farmaci di studio. Le variazioni lipidiche non sono state significativamente diverse tra i due bracci, e non si sono verificate interruzioni per cause renali né casi di tubulopatia renale prossimale. Le interruzioni dovute a eventi avversi sono state poche in entrambi i bracci di trattamento: 1,6% (n = 5) per BIC/FTC/TAF contro <1,0% (n = 1) per DTG+FTC/TAF. Gli eventi avversi (di qualsiasi grado) più comuni sono stati mal di testa (13% per BIC/FTC/TAF contro 12% per DTG+FTC/TAF) e diarrea (12% contro 12%).

 

 

 

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