Troppe aziende focalizzate sullo stesso approccio in oncologia

14 giugno, 2016 nessun commento


(Reuters Health) – Troppe aziende sono focalizzate sullo stesso approccio. Lo ha detto Richard Pazdur, capo dell’ufficio che si occupa di prodotti oncologici dell’FDA, riferendosi alle immunoterapie contro la proteina PD-1.

L’FDA ha recentemente ricevuto domanda di approvazione per questo tipo di trattamenti da Merck & Co, Bristol-Myers Squibb Co e Roche Holding AG, ognuno dei quali ha presentato farmaci con prezzi di listino di 150.000 dollari all’anno. Inoltre almeno altre cinque case farmaceutiche stanno sviluppando farmaci simili.

“Ci si dovrebbe chiedere se faremmo meglio a spendere quelle risorse puntando verso nuovi farmaci” ha spiegato Pazdur a Reuters durante l’ASCO.

Secondo Pazdur il successo ottenuto da un paio di drugmakers nel mercato mondiale che sfiora i 110 miliardi di dollari attira i rivali a continuare lo sviluppo di terapie simili, piuttosto che investire pesantemente in approcci non provati. “Come per ogni cosa nello sviluppo di farmaci, si tratta di riduzione del rischio”, ha detto.

I dirigenti delle case farmaceutiche hanno contestato la critica: nelle interviste con Reuters hanno sostenuto che la scienza in campo oncologico sta avanzando rapidamente, con un focus su come combinare meglio le terapie per attaccare molteplici meccanismi della malattia, determinare quali pazienti hanno maggiori probabilità di rispondere ai trattamenti e stabilirne i tempi.

Bristol-Myers e Merck sono ampiamente visti come leader nella corsa all’immunoterapia: Keytruda  sta portando un significativo miglioramento nei pazienti con melanoma avanzato, mentre Opdivo sta prolungando la vita di alcuni pazienti affetti da cancro del polmone. In pratica circa il 20% dei pazienti con cancro avanzato risponde ai nuovi farmaci e un sottogruppo di pazienti può avere remissioni durature.

Oltre a questi, il farmaco sotto studio da AstraZeneca ha ricevuto lo status di breakthrough therapy da parte dell’FDA per accelerare la revisione per il trattamento di un tipo di cancro alla vescica. E ancora altre aziende come Pfizer, in partnership con la tedesca Merck KGaA, Novartis AG, Regeneron Pharmaceuticals Inc e BeiGene stanno studiando molecole contro PD-1.

“Il nostro motivo per essere entrati in questo ambito di ricerca – spiega Israele Lowy , head of translational science and oncology di Regeneron – è quello di puntare sul vantaggio delle combinazioni farmacologiche, che è il futuro in campo oncologico”.

Ci saranno utili per tutti?

Secondo i dirigenti del settore, gli investimenti che si stanno attuando nel campo dell’immunoterapia con PD-1 faranno emergere approcci potenzialmente complementari che potranno garantire il trattamento per molti tipi di cancro in diverse fasi di sviluppo.

“Non guardiamo a noi stessi come ‘ritardatari’. Siamo leader in molteplici settori con terapie combinate”, ha detto Bahija Jallal, vice presidente esecutivo di MedImmune di AstraZeneca. “La domanda è, come si può davvero seguire la scienza?”

Nel corso dell’ASCO, per esempio, Pfizer ha presentato i dati di fase iniziale di un processo che mostra la sicurezza del suo agente sperimentale 4-1BB, che mira ad aumentare le cellule T, quando è combinato con Keytruda di Merck, ma solo due di 23 pazienti hanno raggiunto una remissione completa per un anno.

“Qualcuno può emergere con un nuovo meccanismo a sorpresa”, ha detto Seamus Fernandez, analista di Leerink Partners, secondo cui i farmaci di Bristol-Myers e Merck molto probabilmente diventeranno lo standard di cura per molti pazienti.

Alla fine, i pazienti possono trarre beneficio da una riduzione dei costi se MSD e BMS dovranno affrontare maggiori rivali sul mercato, visto i costi elevati di queste terapie. Inoltre, se la norma diventerà la combinazione tra più molecole, le case farmaceutiche potrebbero ancora di più riuscire a contenere i costi, unendo le forze.

“Gli utili su farmaci oncologici sono così alti che i ‘me-too’ saranno sviluppati”, ha detto Joel Hay, professore di economia e politica farmaceutica presso la University of Southern California. “Si ridurranno infine i profitti per quella classe di farmaci, come avviene in tutti i campi in cui si lavora in concorrenza”.

Fonte: Reuters Health News

(Versione italiana per Daily Health News)

 

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