Farmaci. Ecco la top ten 2017

31 gennaio, 2017 nessun commento


Che siano primi come meccanismo d’azione o indicazione terapeutica o che vadano a competere con farmaci già sul mercato, le attese per i lanci di nuovi medicinali previsti per il 2017 sono tutte molto alte. Così, dopo un 2016 un po’ a rilento, con 22 farmaci approvati dalla FDA, quest’anno si prospetta più movimentato. Le maggiori attese sono per Ocrevus (ocrelizumab), di Roche, il farmaco contro la sclerosi multipla che è risultato efficace anche nella forma primariamente progressiva. Ocrevus non è comunque l’unico farmaco pronto ad entrare in un mercato nuovo. Secondo gli analisti, anche Dupixent (dupilumab), di Sanofi e Regeneron, potrebbe avanzare nel campo della dermatite atopica grave. Stesso dicasi per Spinraza, di Biogen, che è stato approvato dalla FDA a fine 2016 per il trattamento dell’atrofia muscolare spinale, ma il cui prezzo potrebbe porre degli ostacoli alla sua applicazione in terapia, soprattutto alla luce delle dichiarazioni di Trump che avrebbe intenzione di agire contro l’aumento del prezzo dei farmaci. Sia Tesaro che Neurocrine, entrambe aziende biotech statunitensi, sono in attesa delle loro prime approvazioni da parte della FDA, rispettivamente per nirapib, un farmaco contro il tumore del seno, e Ingrezza, una terapia contro la discinesia tardiva. Mentre Kite Pherma sta cercando di ottenere l’ok per il primo farmaco antitumorale CAR-T sul mercato, KTE-C19, sul quale ci sono grandi attese nel campo dell’immunoterapia.

Gli altri farmaci
Altri farmaci, pur non costituendo particolari novità, hanno le potenzialità di portare scompiglio nel mercato.  È il caso di ribociclib, di Novartis, che mira a sfidare Ibrance, di Pfizer, nella terapia del tumore del seno. O di sameglutide, il farmaco agonista di GLP-1 di Novo Nordisk a somministrazione settimanale, che potrebbe superare Victoza – blockbuster della stessa azienda danese – e entrare in concorrenza con Trulicity di Eli Lilly. E infine ci sono i farmaci che dovranno lottare per avere un posto nel mercato. Come baricitinib, di Eli Lilly, contro l’artrite reumatoide, che spera di raggiungere il miliardo di dollari, e durvalumab, di AstraZeneca, che entrerà nel mercato degli antitumorali inibitori di checkpoint.

 

 

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