Epatite C. E se il Governo USA comprasse Gilead?

20 gennaio, 2017 nessun commento


A un costo di 156 miliardi di dollari, comprare Gilead converrebbe al Governo americano più che trattare tutti i malati di epatite C. È il commento che Peter Bach, del Memorial Sloan Kettering Cancer Center, e il direttore del MIT Center for Biomedical Innovation. Mark Trusheim, hanno fatto in un editoriale per Forbes martedì, intervenendo sulla questione del prezzo di Solvadi, la terapia contro l’epatite C approvata dalla FDA nel 2013.“Comprare Gilead a titolo definitivo potrebbe abbassare i costi del farmaco dell’epatite C per paziente a un terzo rispetto all’attuale, il che renderebbe conveniente il trattamento dei 2,7 milioni di americani che, secondo le stime dei CDC, sono ancora affetti da epatite C”, hanno scritto gli autori. Chiaramente è una soluzione che funzionerebbe solo nel caso dell’epatite C e di Gilead.

La questione prezzi
Tra le soluzioni più fattibili per contrastare l’aumento dei prezzi, attualmente in fase di valutazione, c’è il pay-per-performance, ovvero il rimborso in caso di effettiva efficacia del farmaco. Una soluzione avanzata, per esempio, per Repatha, di Amgen, uno dei più costosi, ma più efficaci ipocolesterolemizzanti, e per Entresto, di Novartis, un farmaco per l’insufficienza cardiaca. Altri invece hanno suggerito pagamenti annuali o pagamenti rateizzabili a lungo termine, sempre sulla base dei risultati del farmaco. In un momento critico, in cui i prezzi dei farmaci sono sotto i riflettori e il neo-presidente USA ha annunciato di voler abbattere i costi del medicinali, molte aziende farmaceutiche temono che possano essere presi provvedimenti contro i quali hanno combattuto per anni, come la negoziazione dei prezzi con Medicare e l’importazione dei farmaci dall’estero. Così, l’idea di Bach e Trusheim eviterebbe interventi radicali che potrebbero mettere in crisi tutto il settore. La capitalizzazione di mercato di Gilead attualmente è di 100 miliardi di dollari. Offrendo un premio del 30% agli azionisti e supponendo un debito della società di 26 miliardi di dollari, gli USA potrebbero pagare 156 miliardi di dollari, anche se risparmierebbero, poi, rimpatriando il contante della società dall’estero.

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