EMA: potenziale legame tra infiammazioni cardiache e vaccini anti COVID-19 basati su RNA

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(Reuters) – L’autorità di regolamentazione europea dei farmaci ha rilevato un possibile legame tra la comparsa di infiammazioni cardiache, peraltro molto rare, e i vaccini anti COVID-19 di Pfizer-BioNTech e di Moderna. Lo ha affermato venerdì scorso, sottolineando comunque che i benefici dei vaccini sono superiori a qualsiasi rischio.

Le due condizioni infiammatorie, miocarditi e pericarditi, devono essere ritenute effetti collaterali dei due vaccini mRNA, ha affermato il comitato per la sicurezza dell’Agenzia europea per i medicinali (EMA). Ha anche aggiunto che questi casi si sono verificati soprattutto entro 14 giorni dall’inoculazione del vaccino, più spesso dopo la seconda dose, e più frequentemente nei maschi adulti più giovani. Questi risultati sono in linea con quelli emersi negli Stati Uniti il mese scorso. I sintomi delle due malattie includono mancanza di respiro, palpitazioni e dolore toracico.

Il gruppo di sicurezza dell’EMA ha anche consigliato di non vaccinare con il prodotto di Johnson & Johnson le persone affette da sindrome da perdita capillare (CLS), una rara malattia del sangue.

L’agenzia europea ha complessivamente esaminato finora più di 300 casi di miocardite e pericardite rilevati nello Spazio Economico Europeo (SEE) costituito da Unione europea, Islanda, Norvegia e Liechtenstein. La maggior parte dei casi si è verificata dopo somministrazione del vaccino di Pfizer/BioNtech, l’EMA ha affermato che, al 31 maggio 2021, circa 177 milioni di dosi di Comirnaty sono state somministrate nel SEE rispetto alle 20 milioni di dosi di Spikevax, il vaccino di Moderna.

I casi di miocardite e pericardite sono stati generalmente lievi e le persone colpite tendevano a riprendersi in breve tempo con la terapia opportuna e con il riposo,

L’EMA ha messo a confronto questi casi anche con i vaccini di J&J e di AstraZeneca, ma venerdì ha affermato di non aver trovato finora alcuna relazione causale e di aver chiesto ulteriori dati alle due case produttrici.

Fonte: Reuters Health News
(Versione italiana Daily Health Industry)

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