Ema: per la nuova sede ad Amsterdam probabile doppio trasloco

15 dicembre, 2017 nessun commento


Mentre i ritardi denunciati in questi giorni sulla stampa in riferimento alla disponibilità della nuova sede Ema di Amsterdam stanno alimentando le speranze dell’Italia su una possibile rivincita a tavolino di Milano, l’Ema e il Governo olandese stanno già lavorando per il prossimo trasferimento. Ne ha dato conto venerdì 15 dicembre la stessa Agenzia europea dei medicinali che ha reso noto che una delegazione del governo olandese ha partecipato a una parte dei lavori del primo Cda dell’Agenzia dopo la decisione sulla nuova sede di Amsterdam. L’EMA ha ora poco più di 15 mesi per prepararsi al trasloco con l’obiettivo di prendere possesso della nuova sede al massimo entro il 30 marzo 2019. Ma che qualcosa nel timing non funzioni deve essere comunque emerso perché, è la stessa Ema a riferirlo, la nuova sede di Palazzo Vivaldi ad Amsterdam, indicata nella proposta dell’Olanda, non sarà pronta prima del novembre del 2019, tant’è che il governo olandese ha già detto di essere già allertato per garantire una sede temporanea che sarà disponibile a partire da gennaio 2019 o anche prima, se l’Ema lo richiederà. Secondo gli accordi presi nel giugno scorso dai Paesi europei sul trasferimento dell’Ema a seguito della Brexit, era infatti stato stabilito che esso sarebbe dovuto avvenire in modo tale che l’Agenzia potesse avere totale disponibilità degli uffici entro la data del recesso del Regno Unito dalla Ue, data indicata dal premier britannico Theresa May per le ore 23:00 locali del 29 marzo 2019. Quindi, a meno di ulteriori ritardi rispetto al timing comunicato dall’Olanda (il ministro Lorenzin ha riferito di indiscrezioni che parlavano addirittura di maggio 2020) per la messa a disposizione di Palazzo Vivaldi, e cioè il mese di novembre 2019, ci sarà come minimo una finestra di 7 mesi durante i quali i quasi 900 membri dello staff Ema dovranno stare in una sede provvisoria in attesa di prendere finalmente possesso della “nuova casa”, affrontando a tutti gli effetti un “doppio trasloco”.

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