Ema, ministro Savona: Amsterdam in ritardo, Milano può sperare

18 ottobre, 2018 nessun commento


“Lo scorso 14 marzo, il Parlamento europeo ha posto alcuni paletti, tra cui il termine del 15 novembre 2019 per la consegna dell’edificio e il monitoraggio trimestrale sull’avanzamento dei lavori. Ciò potrebbe contribuire al buon esito dei ricorsi italiani nel caso in cui la Commissione attestasse un ritardo nell’avanzamento dei lavori, ovvero nel caso in cui il termine finale del 15 novembre 2019 per la consegna dell’edificio non dovesse essere rispettato dal Governo olandese”.

Così il ministro degli Affari europei Paolo Savona ha risposto ieri alla Camera al question time sul tema presentato da Alessandro Morelli (Lega).

“Com’è noto, la decisione di trasferire la sede dell’Agenzia europea per i farmaci, la Ema, da Londra ad Amsterdam, quale conseguenza della Brexit, è stata presa nel mese di novembre dello scorso anno, ad esito di un mero sorteggio tra le città candidate. Allo stato attuale, contro tale decisione sono pendenti, di fronte alla Corte di giustizia dell’Unione europea, il ricorso del comune di Milano e il ricorso del Governo italiano, che pertanto è già attivo, come richiesto dagli interroganti. Questa estate, la Corte ha respinto la sospensiva richiesta dal comune di Milano per difetto del presupposto dell’urgenza, ovvero dell’impossibilità di attendere la decisione finale senza riportare danni gravi e irreparabili”, ha spiegato il ministro.

“Il ricorso del Governo è fondato su un motivo essenziale e rinvenibile nello sviamento di potere per difetto di istruttoria e travisamento dei fatti, indotto dalla non corrispondenza della situazione di fatto rispetto alle informazioni fornite da Amsterdam per la candidatura, riguardanti tempistiche e costi della nuova sede, ovvero criticità non trascurabili, come riportate anche dagli onorevoli interroganti”, ha concluso Savona.

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