Dompé: ok da CHMP a Oxervate (cheratite neurotrofica)

24 maggio, 2017 2 commenti


Il CHMP dell’EMA ha dato opinione positiva raccomandando l’autorizzazione all’immissione in commercio per Oxervate (cenegermin gocce oculari), per il trattamento di pazienti adulti con cheratite neurotrofica moderata o grave, una patologia oculare rara e debilitante che può portare alla perdita di visione e per cui non esistono, ad oggi, trattamenti soddisfacenti. Proprio per i rischi legati alla patologia e per la mancanza di valide alternative terapeutiche, la valutazione del CHMP è avvenuta con una procedura accelerata, che è partita a novembre 2016 e si è conclusa positivamente la settimana scorsa. Qualora venisse confermato dal Comitato per i Farmaci Orfani (COMP) della stessa EMA e approvato dalla Commissione Europea, Oxervate rappresenterebbe il primo farmaco orfano biotecnologico autorizzato al mondo per questa indicazione. Cenegermin, il nome dell’ingrediente attivo del prodotto, è la versione ricombinante del nerve growth factor (NGF) umano, scoperto dal Premio Nobel Rita Levi Montalcini. Si tratta di una proteina naturalmente prodotta dal corpo umano, responsabile dello sviluppo, del mantenimento e della sopravvivenza delle cellule nervose. Somministrato in gocce oculari in pazienti con cheratite neurotrofica, Oxervate prevede di aiutare a ripristinare i normali processi di guarigione dell’occhio e riparare il danno della cornea. Oxervate è prodotto grazie alla tecnologia del DNA ricombinante, con l’utilizzo di batteri in cui viene introdotto un gene (DNA) che consente ai batteri stessi di produrre il fattore di crescita nervoso umano. Le conclusioni del CHMP si basano sui dati di due studi clinici di fase II in 204 pazienti con cheratite neurotrofica moderata e grave. Entrambi gli studi hanno dimostrato che, dopo otto settimane, i pazienti trattati con Oxervat hanno raggiunto una completa guarigione corneale in un numero di casi maggiore rispetto a quelli trattati con placebo. Le reazioni avverse più comuni osservate con Oxervate includono dolore agli occhi, infiammazione oculare, aumento della lacrimazione (secrezione delle lacrime), dolore alla palpebra e sensazione di corpo estraneo nell’occhio. “Accogliamo con grande soddisfazione l’opinione del CHMP, che rappresenta un importante passo per rendere disponibile Oxervate® per i pazienti che convivono con questa patologia rara, divenendo il primo trattamento biotech ottenuto grazie all’impegno della nostra Ricerca”, afferma Eugenio Aringhieri, Chief Executive Officer Dompé farmaceutici.  “Questa decisione apre una significativa prospettiva di cura per chi soffre di questa patologia. In futuro, il nostro obiettivo è proseguire nella ricerca per investigarne il potenziale in altre patologie, e consentire a sempre più pazienti di beneficiare di questo approccio terapeutico innovativo”.

 

“Essere riusciti a portare per primi il Nerve Growth Factor dalla scoperta ad una potenziale terapia è un’ulteriore conferma del valore della Ricerca Made in Italy”, spiega Sergio Dompé, Presidente Dompé Farmaceutici. “Il mio pensiero e la mia gratitudine vanno in questo momento al team di ricercatori che hanno lavorato con passione allo sviluppo di Oxervate®, ma soprattutto alla Prof.ssa Rita Levi Montalcini, per la geniale intuizione da cui nasce questo progetto di ricerca, quel fattore di crescita neuronale che le valse il Premio Nobel.”

 

Fino alla decisione definitiva della Commissione Europea, Oxervate® rimarrà una terapia sperimentale non ancora autorizzata all’immissione in commercio in nessuna parte del mondo.

 

 

 

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2 comments on “Dompé: ok da CHMP a Oxervate (cheratite neurotrofica)
  1. Teresa Scalamogna ha detto:

    Può essere usato il collirio oxervate nella neurite ottica sono in cura col Prof. Falsini al policlinico Gemelli

  2. Antonella Pinna ha detto:

    Sono un medico (oncologo). Mia madre è affetta da glaucoma bilaterale in fase avanzata (OD cieco; OS molto compromesso) trattato più volte con terapia chirurgica e ovviamente medica rapidamente progressivo negli ulti anni. Esiste la possibilità di trattamento anche per questi pazienti? Esistono studi ancora aperti nei quali è ancora possibile essere arruolati?

    Cordiali Saluti. Dott.ssa M. Antonietta Pinna

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