Menarini fa shopping nella diagnostica

20 dicembre, 2016 nessun commento


Menarini acquisisce la tecnologia CellSearch CTC da Janssen Diagnostics. L’obiettivo è ampliare la tecnologia DEPArray – fiore all’occhiello di Menarini Silicon Biosystems per la diagnosi oncologica, realizzata da ricercatori italiani – per renderla più rapida e ancora più efficace. La tecnologia americana di CellSearch CTC estrae dal sangue le cellule tumorali circolanti con una metodologia già approvata da FDA. Fino ad oggi il processo si fermava qui ed era possibile solo “contare” queste cellule ma non analizzarle.  Ed è qui che ora interverrà la tecnologia italiana DEPArray di Menarini , che è invece in grado di isolare quelle cellule, già certificate come tumorali, una ad una, così da analizzarne il genoma e le mutazioni senza contaminazioni, allo scopo di individuare il farmaco più adatto a ciascun paziente.“Questa acquisizione è un traguardo importante per Menarini Silicon Biosystems, che conterà ora anche su uno stabilimento produttivo negli USA e si arricchirà del know-how di scienziati statunitensi operanti ad altissimo livello nel settore della diagnostica oncologica – spiegano Lucia Aleotti e Alberto Giovanni Aleotti, Presidente e Vice Presidente del Gruppo Menarini–. Oggi nel mondo sono quasi 300 i laboratori che già utilizzano Cellsearch CTC per le biopsie liquide. Ora, affiancando la tecnologia Menarini del DEPArray, questi laboratori e tanti altri potranno passare da una mera prognosi sulla sopravvivenza a un’analisi del genoma del tumore con un salto straordinario nella possibilità di scegliere la cura giusta per il paziente”.

La tecnologia CellSearch CTC
CellSearch CTC è l’unico strumento per “catturare” e contare le cellule tumorali circolanti che a oggi abbia ricevuto la validazione della FDA e il marchio CE per la diagnostica in vitro, sulla scorta di oltre 400 pubblicazioni scientifiche che ne hanno provato l’efficacia. Il metodo consente di contare con estrema precisione il numero di cellule tumorali che si sono “staccate” dal tumore primario e sono direttamente correlate a un maggiore rischio di metastasi. Queste cellule potrebbero racchiudere tutte le informazioni necessarie per capire le mutazioni genetiche del tumore e poter identificare bersagli molecolari per terapie personalizzate. “La tecnologia CellSearch, grazie a marcatori specifici delle cellule tumorali e alla separazione magnetica di queste dal resto delle cellule del sangue, consente di ”setacciare” e identificare quelle che si sono “staccate” dal tumore primario: se queste sono più di cinque la prognosi è negativa e il rischio di mortalità è più elevato” – spiega Giuseppe Giorgini, Presidente e CEO di Menarini Silicon Biosystems.  “Dopo l’identificazione delle cellule tumorali circolanti con il CellSearch interviene la tecnologia DEPArray che le isola una per una, permettendo l’analisi di esse in purezza mediante i metodi genetici più avanzati.  La purezza del campione così ottenuto è del 100% e l’analisi genomica può offrire il massimo delle sue potenzialità, unitamente ad una  maggiore semplicità di interpretazione dei dati. Tutto questo è possibile a partire da un semplice prelievo di sangue e anche in situazioni in cui le cellule tumorali circolanti siano poche. Identificare le mutazioni nelle singole cellule di ciascun paziente significa capire se e quale farmaco o combinazione di farmaci possano essere più efficaci e utili nel caso specifico. Grazie al test l’oncologo potrà valutare il rischio per ciascun paziente e anche la sua capacità di risposta alle terapie disponibili”.

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