Device: arriva Memristor. È fatto di albumina, tungsteno e magnesio

6 maggio, 2016 nessun commento


Arriva dal lavoro di un gruppo di ricercatori britannici e cinesi un dispositivo solubile per impianti medici fatto di albumina, magnesio e tungsteno. Si tratta di un memristor, o memory resistor, ed è un nuovo tipo di resistenza che regola il flusso di corrente elettrica e può anche ‘ricordare’ le istruzioni. La notizia del nuovo dispositivo medico è apparsa su ACS Applied Materials & Interfaces.

“Questo lavoro rappresenta un nuovo modo per fabbricare dispositivi elettronici biocompatibili e riassorbibili, utilizzando materiali naturali abbondanti in natura e a basso costo per la nuova era della bioelettronica e dei sensori ambientali” hanno commentato gli autori del paper.

Cos’è il memristor

I ricercatori hanno preso albumina d’uovo e hanno creato un film ultrasottile. Hanno incorporato degli elettrodi fatti di magnesio e tungsteno per ottenere un device con potenziali applicazioni, tra cui la somministrazione di farmaci localizzata e il monitoraggio dell’inquinamento.

I componenti dei memristor risultano funzionali per più di tre mesi all’asciutto. Quando è immerso in acqua, gli elettrodi e l’albumina si sciolgono tra le due e le dieci ore, mentre il chip rimanente si degrada in circa tre giorni, lasciando residui minimi.

Questi tipi di dispositivi guideranno il futuro: l’industria infatti ha grande interesse per materiali che non permangano per sempre nel corpo umano e che possono anche fornire dei dati importanti di feedback.

La ricerca è stata finanziata dal National Natural Science Foundation of China e dal Research Fund for the Doctoral Program of Higher Education of China.

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