Da CEO a CIO. Ecco le 20 donne top pharma 2017

5 dicembre, 2017 nessun commento


Sempre più leader e sempre più decisive nei posti chiave. Le donne stanno smentendo tutti gli stereotipi dell’immaginario dell’industria farmaceutica, che la vuole saldamente in mani maschili. Negli organigrammi aziendali le caselle rosa, oltre ad essere arrivate al livello apicale, contraddistinguono anche molteplici funzioni di servizio, dalla supply chain all’information technology, al Regulatory. Sono sempre più lontani i tempi delle manager “apripista”. Vediamo, in una rapida carrellata, le 20 manager che, con il proprio operato, hanno caratterizzato il 2017.
Oggi pubblichiamo la prima top ten.

1. Bonnie Anderson – CEO di Veracyte
Nel 2006, Bonnie Anderson viveva su una barca a vela, pensando al futuro. Aveva appena lasciato una posizione di leadership nella sua società di diagnostica clinica, Beckman Coulter, e stava prendendo tempo per “riorganizzarsi”. Lo ha fatto bene, tanto da arrivare a guidare un’azienda leader nei test genomici per i tumori della tiroide e del polmone.

2. Teresa Bitetti – Senior VP Oncology di BMS
Opdivo e Abilify. La regia dei lanci di questi farmaci è firmata Teresa Bitetti, durante il periodo che ha trascorso a New York. Le chiavi per riuscire nel proprio ruolo? Passione, conoscenza della cultura aziendale, valorizzazione dei collaboratori.

3. Rosaleen Burke – Senior VP of Global Quality and Regulatory di Boston Scientific
“Quando lavoravo nelle manufacturing operations all’inizio della mia carriera, le cose andavano bene e avevo una strada spianata davanti a me. Un giorno il mio capo mi ha preso da parte e mi ha detto, ‘Tu non hai esperienza nel post market, e vedi le cose dalla prospettiva del sistema di qualità. Si sta aprendo un a posizione lavorativa che ti potrebbe darti una nuova prospettiva”. Da lì è cominciata la scalata.

4. Anne Costello – Head of Roche Tissue Diagnostics di Roche
Lascia il laboratorio di Biochimica dell’ospedale di Dublino nel 1988, per entrare nella R&D di Roche e continuare poi nel marketing. Ha lavorato a diversi lanci di prodotti. Alla fine è approdata nel ruolo che le consente di fondere la sua preparazione accademica con una visione aziendale a 360 gradi.

5. Jane Griffiths- Head of Actelion (J&J)
Come capo di Actelion, la biotech che Johnson & Johnson ha acquistato all’inizio di quest’anno, Jane Griffiths è focalizzata sull’aiutare i dipendenti della compagnia svizzera a passare nella nuova realtà senza traumi e a percepire i vantaggi di lavorare in un’organizzazione più grande.

6. Liz Henderson – EVP global manufacturing and supply di Merck KGaA
Un messaggio per le donne: “Non sarai mai pronta al 100% per una nuova opportunità, ma se sei al 70%, devi provarci. Gli uomini lo fanno, quindi le donne devono fare più sforzi per credere in se stesse e lanciarsi. ”

7. Nina Kjellso-  General partner Canaan Partners
“Sono profondamente scandinava.. Credo nella società egualitaria e nel benessere sociale. Tutto questo ha plasmato la mia esperienza, le mie aspettative come donna, il mio impegno professionale per migliorare l’assistenza sanitaria”

8. Nisha Nanda –Senior VP Development Strategy di Loxo Oncology
“Abbiamo iniziato con una piccola squadra e con una molecola e ora abbiamo un’azienda con un portafoglio importante. Abbiamo dimostrato di poter sviluppare farmaci in modo innovativo e abbiamo intenzione di continuare a fare di più, per rispondere ai bisogni insoddisfatti nel trattamento del cancro ”

9. Despina Solomonidou-Global Head Pharmaceutical Development, Technical R&D di Novartis
L’importanza del mentor nella costruzione della carriera: “Ho avuto la fortuna di avere qualcuno che mi ha incoraggiato a scuola. Non era un insegnante di scienze, ma un insegnante di filosofia e di educazione religiosa. Io l’ho usato come “cassa di risonanza” per le domande che avevo”.

10 Beate Stych – VP, Medical Affairs di Regeneron
Dopo aver passato anni con MSD. e NPS Pharma, è entrata a far parte di Regeneron nel 2007 per creare un team di esperti medici, appena sei mesi prima del lancio del suo primo prodotto, Arcalyst, farmaco orfano per rare condizioni autoinfiammatorie.In dieci anni il ruolo di Stych si è ampliato, nella prospettiva di sincronizzare le attività della direzione medica con quelle del marketing e del posizionamento dei farmaci.

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