COVID-19: come si prepara Tokyo alle Olimpiadi

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(Reuters) – Il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) prevede che tra il 70 e l’80% di giornalisti e dipendenti di emittenti e stampa accreditata che copriranno le Olimpiadi di Tokyo quest’estate sarà vaccinato. A dichiararlo sono stati gli organizzatori in occasione dell’aggiornamento delle linee guida sul coronavirus per i Giochi, rilasciato martedì.

Secondo le linee guida, ogni delegazione sportiva in arrivo in Giappone avrà un ufficiale di coordinamento sul COVID-19 che sarà in contatto con gli organizzatori per valutare le misure su come arrestare l’eventuale diffusione del virus durante l’evento, che inizierà il 23 luglio prossimo. Atleti e dipendenti dei media, i cui movimenti saranno limitati, saranno monitorati attraverso un GPS nei primi 14 giorni di permanenza in Giappone.

Ai Giochi Olimpici sono attesi circa 11mila atleti e 78mila giornalisti, funzionari e personale e molti giapponesi temono che l’afflusso potrà contribuire alla diffusione del virus. Per questo, gli atleti e i loro contatti stretti saranno sottoposti giornalmente a test per valutare l’infezione, mentre tutti i partecipanti dovranno avere due test negativi prima dell’arrivo. I visitatori, inoltre, non potranno usare i mezzi pubblici per i primi 14 giorni e dovranno mangiare in luoghi specifici, rispettando speciali misure igieniche.

In vista delle Olimpiadi, però, il governo giapponese sta valutando di porre fine allo stato di emergenza a Tokyo e in diverse altre prefetture, mantenendo, però, alcuni limiti, almeno fino all’inizio dei Giochi. Tuttavia, per il ministro dell’economia Yasutoshi Nishimura, responsabile anche della risposta del paese al COVID-19, con l’occupazione ancora alta dei posti letto in ospedale e i tassi di infezione ancora elevati, è troppo presto parlare di revoca dello stato di emergenza e una decisione in merito potrebbe arrivare nei prossimi giorni.

In Giappone non c’è stata un’elevata diffusione del coronavirus, ma il Paese asiatico ha comunque registrato più di 772mila casi e oltre 14mila morti. Un lancio a rilento delle vaccinazioni, poi, ha consentito di immunizzare finora solo il 13% della popolazione con almeno una dose.

Circa l’80% degli atleti partecipanti, comunque, è già stato vaccinato e il CIO sta spingendo per aumentare questa percentuale.

Fonte: Reuters Health News

(Versione italiana Daily Health Industry)

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