COVID, il dilemma europeo: vaccinare o meno i bambini

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(Reuters) – I paesi europei stanno decidendo se e quando vaccinare i bambini contro il COVID-19. Dopo un inizio lento, le campagne di vaccinazione degli adulti dai 16 anni in su del vecchio continente sono ora in corso a pieno regime. Vaccinare anche i bambini, meno inclini contrarre forme gravi di COVID-19 ma che possono trasmettere la malattia, potrebbe aiutare l’Europa a domare finalmente la pandemia.

Molti funzionari sanitari di tutta Europa stanno però continuando a soppesare il basso rischio di COVID-19 grave per i bambini rispetto ai benefici per l’intera società che comporterebbe la loro immunizzazione. “Individualmente, i bambini e i giovani traggono meno benefici dalla vaccinazione rispetto agli adulti”, osserva Geir Bukholm, responasabile del controllo delle infezioni dell’Istituto norvegese di sanità pubblica. “Inoltre, la vaccinazione per ottenere l’immunità di gregge fa parte della questione. Dovremmo raccomandare la vaccinazione dei bambini per ottenere il controllo della pandemia?”

Negli Stati Uniti, dove più del 60% degli adulti ha ricevuto almeno una dose di vaccino, i ragazzi di età compresa tra 12 e 15 anni hanno iniziato a ricevere in questo mese il prodotto di Pfizer/BioNTech. La stessa cosa sta accadendo in Canada per i bambini.

L’EMA sta valutando la somministrazione del vaccino di Pfizer/BioNTech nei ragazzi di età compresa tra 12 e 15 anni, mentre Moderna prevede di chiedere l’approvazione per il suo vaccino in questa fascia di età già il mese prossimo.

In Francia la strategia di riapertura probabilmente dovrà includere anche la vaccinazione dei bambini, dato che le previsioni dell’Institut Pasteur richiedono che il 90% della popolazione si vaccini per evitare la ripresa dell’epidemia. Alla data del 20 maggio, tuttavia, solo il 18% della popolazione adulta francese aveva ricevuto entrambi le dosi di un vaccino contro il coronavirus.

“La mia risposta è chiara: ‘Forse, ma non adesso”, ha detto la scorsa settimana il ministro della Salute francese Olivier Veran quando gli è stata chiesta un’opinione sulla vaccinazione deo bambini più piccoli. “Dobbiamo prima dare una possibilità agli adulti”.

L’Italia potrebbe iniziare entro luglio, ma il governo è sotto pressione da parte di un gruppo di medici e avvocati che chiedono una moratoria per i bambini vista la mancanza di dati sulla sicurezza a lungo termine dei vaccini. “Per i bambini è scientificamente chiaro che non esiste un’emergenza”, ha detto a Reuters Eugenio Serravalle, pediatra e presidente del gruppo Associazione per gli studi sulla salute e l’informazione.

Le sperimentazioni cliniche iniziali nei bambini, condotte da Pfizer e Moderna, hanno dimostrato che i vaccini sono molto efficaci nel prevenire COVID-19 e non hanno riscontrato nuovi problemi di sicurezza oltre agli effetti collaterali già documentati negli adulti. I più comuni sono stati mal di testa, affaticamento, dolori muscolari e brividi.

I Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie stanno esaminando rapporti secondo i quali alcuni giovani, dopo essere stati vaccinati, avrebbero sviluppato una miocardite, ossia l’infiammazione del muscolo cardiaco.

In Svizzera, Paese al di fuori dell’Unione Europea, i funzionari federali sperano di vaccinare i ragazzi di età compresa tra 12 e 15 anni a partire da quest’estate e sono in attesa dell’approvazione normativa.

Più della metà della popolazione della Gran Bretagna è stata vaccinata grazie a una campagna che include circa 400.000 vaccinazioni al giorno. Il governo britannico deve ancora decidere cosa fare per i minori di 16 anni e afferma che si farà guidare dagli esperti.

La Germania, dove il 13% della popolazione adulta ha ricevuto entrambe le dosi di vaccino, sta ora discutendo se fare lo stesso nei bambini dai 12 anni in su a partire da metà giugno.
La commissione tedesca per i vaccini prevede di prendere una decisione nelle prossime settimane. “Deve prima essere chiarito esattamente quanto sia urgente che i bambini abbiano bisogno della vaccinazione per la protezione della propria salute”, ha detto martedì alla radio di stato tedesca il presidente Thomas Mertens, “Il nostro obiettivo principale deve essere la protezione e il benessere dei bambini”.

Fonte: Reuters Health News

(Versione italiana Daily Health Industry)

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