Con Connectivity Bridge Google punta sempre di più sull’healthcare

19 marzo, 2016 nessun commento


Alphabet ha detto che i big data giocheranno un ruolo chiave nelle sue iniziative ‘med tech’. Ora la compagnia ha rivelato un device che può connettere e sincronizzare informazioni mediche più facilmente. La tecnologia potrebbe diventare cardine per gli sforzi di Alphabet focalizzati all’healthcare. Verily, la divisione della compagnia precedentemente conosciuta come Google Life Sciences, sta sviluppando Connectivity Bridge, che può essere collocato nelle strutture sanitarie o nelle case per raccogliere dati sul paziente. Il device, che sembra una maschera per lo snorkeling, utilizza vari sensori per caricare rapidamente le informazioni nel cloud per le analisi, riporta ‘Business Insider’.

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Connectivity Bridge di Verily è stato approvato dalla Federal Communications Commission (Fcc) americana l’anno scorso, ma le foto dall’applicazione sono comparse solo recentemente. Il device è già stato usato per l’analisi dei dati in uno studio sulla sclerosi multipla al Brigham and Women’s Hospital di Boston, secondo quanto riporta ‘Business Insider’.

Il prodotto può offrire un vantaggio rispetto ai metodi tradizionali di raccolta dati, poiché i partecipanti allo studio possono inserire informazioni anche senza accesso a internet. Il device permette anche agli utenti di caricare e sincronizzare sui loro device una suite chiamata Study Kit, o le applicazioni e i prodotti sviluppati da Google che aiutano i ricercatori a raccogliere dati. Lo scorso anno Verily ha rilasciato la suite di applicazioni Study Kit e la compagnia sta anche lavorando su un braccialetto sperimentale per tracciare lo stato di salute dei pazienti nei trial clinici. Il braccialetto misura i segni vitali e anche informazioni esterne come livello di rumore per fornire agli scienziati il migliore quadro possibile della salute del paziente.

Un hub come Connectivity Bridge potrebbe avere un ruolo centrale in questi progetti, poiché potrebbe aiutare ad accelerare l’archiviazione, l’analisi e l’interpretazione dei dati da parte dei braccialetti e delle applicazioni Verily. Il device potrebbe anche supportare Deepmind, un’iniziativa della divisione di intelligenza artificiale di Alphabet. A febbraio, il gruppo ha infatti lanciato DeepMind Health per guidare due app dedicate alla salute. La prima, chiamata Streams, vuole trovare pazienti con un alto rischio di insufficienza renale acuta osservando i risultati delle analisi del sangue. Hark è invece un’applicazione che aiuta i medici a fissare delle priorità nelle decisioni di trattamento per i pazienti.

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