Cina, un mercato ancora difficile

20 Maggio, 2019 nessun commento


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(Reuters Health) – Aumenta il numero delle aziende europee che trasferiscono le proprie tecnologie in Cina per avere accesso al mercato asiatico.

Ad affermarlo è l’indagine annaule dell’European Union Chamber of Commerce in Cina, che rappresenta le imprese europee, sottolineando anche come la normativa del paese asiatico sull’argomento sia “desolante”.

I partner commerciali della Cina si lamentano da tempo del fatto che, pur di entrare nella seconda economia più grande al mondo, vengono costrette a cedere le loro tecnologie più preziose.

Il fenomeno, secondo il sondaggio, interesserebbe il 20% dei membri della European Union Chamber, il doppio rispetto al 10% di due anni fa.

Nell’ambito dei dispositivi medici, il fenomeno interessa il 28% delle aziende, mentre tra le aziende farmaceutiche il coinvolgimento si attesta al 27%. “

Questo comportamento potrebbe essere dovuto a una serie di motivi, ma in ogni caso è una pratica inaccettabile in un mercato maturo e innovativo come la Cina”, sottolinea Charlotte Roule, vice presidente dell’European Chamber.

La Cina si difende negando l’esistenza del problema. La richiesta degli USA che il paese asiatico affronti il problema è un punto fondamentale nella guerra in corso tra le due parti. E l’Europa, pur frustrata dalle dificoltà di apertura del mercato cinese, è convinta che dazi e imposte non rappresentino la soluzione.

All’inizio di maggio Trump ha aumentato al 25% le tariffe su 200 miliardi di dollari di importazioni cinesi e ha dichiarato che i dazi stanno portando a spostare la produzione dalla Cina al Vietnam e ad altri paesi asiatici.

La maggior parte delle aziende intervistate nel sondaggio ha affermato di non aver modificato le proprie strategie commerciali, anche se l’indagine è stata realizzata prima dell’aumento delle tariffe USA.

In particolare, il 6% degli intervistati ha dichiarato di stare per trasferire o di aver già spostato la produzione dalla Cina, e il 4% di aver preso in considerazione l’idea o di aver già diminuito gli investimenti nel Paese asiatico.

Fonte: Reuters Health News
(Versione italiana per Daily Health Industry)

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