Cina, l’oceano dei big data

21 Giugno, 2019 nessun commento


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La Cina naviga in un oceano di dati e la quantità aumenta ogni giorno. Ma queste acque sono ancora quasi del tutto  inesplorate. Una grande opportunità per i produttori di farmaci

Sono milioni di dati che ogni giorno i cittadini cinesi riversano nei database. Solo in ambito sanitario, 9 su 10 pazienti sono d’accordo quando gli viene chiesto di consegnare le cartelle mediche per scopi di ricerca e sviluppo.

“C’è una grande mole di dati sul cancro del polmone che rappresenta un tesoro”, dice Claire Gillis, CEO di WPP Health. “Se i dati fossero il nuovo petrolio, la Cina sarebbe l’Arabia Saudita. La domanda è: cosa farne?”.

Per il settore farmaceutico c’è un problema basilare: la mancanza di infrastrutture sanitarie. “L’offerta di cura primaria è ancora scarsa e i medici ospedalieri di solito vedono da 160 a 200 pazienti al giorno”, continua Gillis.

Questo sistema sanitario lacunoso e quasi privo di assistenza di base può essere aiutato dalla tecnologia.

“Il Governo cinese vuole promuovere l’uso della telemedicina richiedendo che tutte le ‘visite’ digitali vengano utilizzate dopo una iniziale consultazione faccia a faccia,” osserva Jun Wu, presidente del fondo di investimento Cenova Ventures, focalizzato sul mercato cinese.

La Cina è pronta a sfruttare l’assistenza sanitaria digitale. Circa l’89% dei medici del Paese asiatico è attrezzato per la telemedicina; il 44% dei cinesi ha espresso il proprio gradimento per una visita medica a distanza e il 94% degli operatori sanitari utilizza la tecnologia digitale nell’ambito della salute o le app di monitoraggio.

Solo il 74% dei medici negli Stati Uniti fa lo stesso, secondo il Future Health Index recentemente pubblicato da Philips.

Dal punto di vista dell’introduzione die nuovi farmaci, le dimensioni demografiche della Cina si prestano all’appicazione di importanti economie di scala.

Un esempio? I trattamenti CAR-T, di recente adottati in Europa e Stati Uniti, che in Cinaa potrebbero costare di meno.”È la via della medicina veramente personalizzata”, conclude Gillis, “e la Cina sta cercando di renderla più veloce, più economica e più ampiamente disponibile per le persone”.

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