Chiesi, shopping in USA. Acquisito l’asset cardio di The Medicines Company

22 giugno, 2016 nessun commento


Chiesi Farmaceutici  ha annunciato la finalizzazione dell’acquisizione, dalla statunitense The Medicines Company, dei diritti di commercializzazione a livello mondiale di tre farmaci ad uso ospedaliero, già approvati per il mercato americano: si tratta dell’antiaggregante Kengreal (cangrelor), dell’antipertensivo Cleviprex (clevidipina) e dell’anticoagulante per iniezione Argatroban(50 mg per 50 mL), che vanno così ad arricchire il portfolio Chiesi in area cardiovascolare.

I termini dell’accordo
Chiesi verserà a The Medicines Company un acconto immediato di circa 262 milioni di dollari, cui faranno seguito ulteriori pagamenti fino a 480 milioni di dollari in base al fatturato generato dai prodotti e il pagamento obbligatorio delle royalty.

“La presenza del Gruppo a livello mondiale si fa sempre più pronunciata, non solo grazie al fatturato derivante dall’export, che nel 2015 ha superato l’80%, ma soprattutto grazie a una visione che vede nell’internazionalizzazione un asset strategico importante per la crescita del business nelle aree chiave per Chiesi.”- dice Ugo Di Francesco, CEO di Chiesi Farmaceutici S.p.A. – In tal senso, la presenza di Chiesi in USA gioca ruolo forza quando si parla di strategie di investimento a livello globale: il mercato statunitense offre infatti grandi opportunità di crescita potenziali, ma per coglierle è necessario identificarle e valutarle attentamente. Il nostro team sta lavorando attivamente in questo senso e in previsione di un’ulteriore crescita futura del Gruppo negli Stati Uniti”.

L’acquisizione di questi tre prodotti in area cardiovascolare rafforza ulteriormente la nostra posizione di leadership nell’area dei farmaci ospedalieri e dello Special Care. – aggiunge Ken McBean, Presidente e CEO della filiale americana di Chiesi  – Inoltre siamo lieti che gli operatori sanitari potranno beneficiare di queste opzioni terapeutiche, volte a migliorare il percorso clinico e la qualità di vita dei pazienti con patologie cardiovascolari, che ad oggi rappresentano una delle principali cause di mortalità nei Paesi industrializzati.”

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