Causa AstraZeneca-UE, alla pharma il primo round

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(Reuters) – L’Unione Europea ha perso venerdì la causa contro AstraZeneca per ottenere più rapidamente il vaccino anti COVID-19. Si tratta della prima delle controversie legali contro la pharma anglo-svedese

Tuttavia la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha affermato che la sentenza del tribunale conferma il fatto che AstraZeneca non ha rispettato i suoi impegni.

La casa farmaceutica si era impegnata a fare del suo meglio per consegnare 300 milioni di dosi ai 27 stati dell’Unione entro la fine di giugno, ma ritardi nella produzione l’hanno costretta a limitare la fornitura a 100 milioni di dosi.

Ciò ha ritardato la campagna di vaccinazione dell’UE poiché il blocco aveva inizialmente puntato su AstraZeneca per avere a disposizione il quantitativo maggiore di dosi. Tutto questo ha scatenando un’aspra polemica e un’azione legale promossa dall’UE per ottenere almeno 120 milioni di dosi entro la fine di giugno di quest’anno.

Il giudice ha però stabilito che AstraZeneca dovrà fornire solo 80,2 milioni di dosi entro il 27 settembre. La pharma ha affermato che “supererà” questo limite già entro la fine di giugno.

Il tribunale ha stabilito anche che AstraZeneca deve erogare 15 milioni di dosi entro il 26 luglio, altre 20 milioni entro il 23 agosto e ulteriori 15 milioni entro il 27 settembre. Il totale è quindi di 50 milioni di dosi che si aggiungono alle 30 milioni già consegnate all’UE quando è iniziata la causa legale. In caso di mancato rispetto dei termini della sentenza, AstraZeneca dovrà pagare una sanzione di 10 euro per ogni dose non fornita.

La sentenza afferma anche che AstraZeneca dovrà fare del suo meglio per consegnare 300 milioni di dosi all’UE e una nuova udienza si terrà a settembre quando verrà nuovamente valutato se la casa farmaceutica avrà rispettato il contratto.

Fonte: Reuters Health News
(Versione italiana Daily Health Industry)

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