Cancro al polmone: Zykadia (Novartis) più efficace della chemioterapia in studio fase III

14 ottobre, 2016 nessun commento


Continuano ad arrivare dati positivi per Zykadia (ceritinib), il farmaco di Novartis che combatte il cancro al polmone. In uno studio di fase III su pazienti affetti da cancro del polmone ALK-positivo precedentemente trattati con Xalkori (crizotinib) di Pfizer, il farmaco ha superato la chemioterapia nel rallentamento della progressione della malattia. “È stato il primo trial di fase III a mettere a confronto  Zykadia e chemioterapia nei pazienti la cui malattia era progredita dopo aver preso Xalkori”, spiega l’autore principale dello studio Giorgio Scagliotti, e si “apre un nuovo paradigma di trattamento dopo il fallimento del crizotinib. Sarebbe logico ora dare una sequenza di farmaci attivi, iniziando con crizotinib in prima linea e spostando ceritinib in seconda linea”.
Entrambi i farmaci trattano il carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) in pazienti affetti da una rara anomalia genetica, un riarrangiamento del gene ALK. La FDA stima che tra il 2% e il 7% dei pazienti con NSCLC siano ALK-positivi.

Il competitor è Roche
Novartis è alla ricerca di una potenziamento di Zykadia che batta Roche, che ha recentemente lanciato Alecensa. Nonostante l’arrivo anticipato di Zykadia, Alecensa è avanti sul fronte delle vendite, con 74 milioni di dollari per la prima metà di quest’anno rispetto ai 48 milioni di dollari per il farmaco Novartis. E Alecensa è avanti anche nel tentativo di sfidare Xalkori in pazienti precedentemente non trattati. All’inizio di questo mese, il prodotto Roche si è conquistato la designazione “breakthrough” da parte della FDA in pazienti che non sono ancora stati trattati con inibitori ALK, mettendolo in regola per una rapida approvazione.
Zykadia non è molto indietro in questa gara, però. Il mese scorso, la Novartis ha registrato dati che dimostrano che Zykadia può battere la chemioterapia standard migliorando la sopravvivenza libera da progressione in pazienti che non hanno ancora usato un inibitore di ALK. L’azienda ha presentato i risultati di uno studio di fase II in pazienti con NSCLC ALK + metastatico che non avevano ancora provato la terapia post-chemio con un inibitore di ALK, e il farmaco ha esteso la sopravvivenza libera da progressione di una mediana di 18,4 mesi.

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

*