Brexit, la lenta fuga del medtech britannico

17 ottobre, 2017 nessun commento


(Reuters Health) – I produttori di farmaci e dispositivi medici stanno elaborando piani per proteggere i sistemi di approvvigionamento nel caso in cui la Gran Bretagna esca dall’Unione Europea senza un accordo commerciale. Alcune piccole imprese di servizi stanno già trasferendo le loro sedi, per rimanere all’interno del sistema europeo. MeddiQuest, specializzata in regolamentazioni sulla tecnologia medica, è in procinto di spostarsi da Cambridge in Irlanda.”Una parte significativa della nostra attività è essere un fornitore autorizzato dell’UE”, dice il direttore esecutivo Neil Armstrong. “Chiaramente, se il Regno Unito non sarà più nell’UE, non lo saremo più neppure noi e non potremo quindi rappresentarla”. Le paure di una “Brexit difficile e dura” si sono accentuate dopo che il negoziatore dell’UE, Michel Barnier, ha dichiarato la scorsa settimana che i colloqui sono bloccati. I produttori di farmaci sono già stati preparati al distacco visto che l’Agenzia europea dei medicinali dovrà lasciare Londra. Ma laBrexit crea anche altre grandi incertezze per quanto riguarda la distribuzione: tra queste, la necessità di riesaminare i lotti di medicinali spediti in Europa ma fabbricati nel Regno Unito, nonché il trasferimento delle licenze dei prodotti britannici a soggetti europei. La Gran Bretagna ha un grande settore farmaceutico e produce molti medicinali usati in Europa e in altri Paesi, compresa la Cina, i cui grandi mercati sono in rapida crescita e dove le spedizioni sono attualmente disciplinate dagli accordi commerciali UE. Un addio disordinato all’Unione nel marzo 2019, senza un sistema per assicurare il rifornimento di farmaci, sarebbe una sciagura per il governo britannico. Infatti, i ministri UK hanno dichiarato nel mese di luglio che stavano puntando a mantenere la cooperazione in materia di regolamentazione dei medicinali anche dopo la Brexit. Ciò richiede però un accordo sulle condizioni di transizione con gli altri 27 paesi dell’UE  e i dirigenti delle varie industrie non ne sono certi. Il CEO  di AstraZeneca, Pascal Soriot, ha dichiarato in un’intervista del mese scorso di essere preoccupato perché ” non pensavo ci sarebbe stato una Brexit così dura”. In mancanza di un accordo specifico, il commercio britannico con l’UE sarà regolato di nuovo dalle norme del WTO (Organizzazione mondiale del commercio), in base ai quali i paesi industrializzati applicano generalmente tariffe zero per i medicinali. Tuttavia, l’elenco dei farmaci redatto dal WTO non è stato aggiornato dal 2010, per cui i medicinali più recenti potrebbero essere fuori dalle suddette norme.

 

Fonte: Reuters Health News

(Versione italiana per Daily Health Industry)

 

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