Brexit, EFPIA: a rischio fornitura farmaci salvavita

14 luglio, 2017 nessun commento


(Reuters Health) – Non solo dal fronte Brexit. La minaccia per la salute dei pazienti britannici arriva anche dagli accordi e dalle collaborazioni transfrontaliere che, con l’uscita del Regno Unito dall’Europa, potrebbero cadere, mettendo a serio rischio la fornitura di farmaci salvavita. È questa la preoccupazione che l’industria farmaceutica europea ha espresso in una lettera ai negoziatori che stanno lavorando con Bruxelles. “In caso di un ritiro disordinato c’è il rischio che tutti i beni che devono essere spostati tra il Regno Unito e l’UE possano essere trattenuti alle frontiere, nei magazzini o negli stabilimenti di produzione e/o che siano soggetti ad ampie richieste di riesame”, si legge nella lettera. “Di fatto ciò potrebbe portare a una grave interruzione nella filiera della maggior parte delle aziende, che a sua volta potrebbe produrre caos nella fornitura di medicinali salvavita”. La lettera, indirizzata al ministro della Brexit David Davis e al capo delle negoziazioni per l’uscita dall’UE, Michael Barnier, è stata siglata, tra gli altri, dai responsabili di European Federation of Pharmaceutical Industries and Associations (EFPIA), EuropaBio, the Association of the British Pharmaceutical Industry e BioIndustry Association. Il loro invito a una transizione quanto più possibile “indolore” arriva una settimana dopo che il ministro della salute britannico Jeremy Hunt ha definito i piani del governo per la regolazione farmaceutica post-Brexit, evidenziando un desiderio di continuare la cooperazione con l’UE sulle normative sui farmaci e sulle approvazioni alla commercializzazione degli stessi.Nella lettera, i rappresentanti del settore hanno affermato di condividere questa visione: “Garantire un accordo sul proseguimento della cooperazione tra Regno Unito e UE sui farmaci è il miglior modo per assicurare che i pazienti europei e britannici possano continuare ad accedere a medicinali sicuri ed efficaci e per far sì che non vi sia un impatto avverso sulla salute pubblica”.

Fonte: Reuters Health News

(Versione italiana per Daily Health Industry)

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