Brexit, allarme Lancet: con o senza senza accordo, impatto drammatico

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(Reuters Health) – L’uscita del Regno Unito dall’Europa senza un accordo avrebbe “un impatto immediato e drastico” sulla disponibilità di medicinali e vaccini, oltre che sui finanziamenti del sistema sanitario e sul personale.

Anche in caso di accordo, però, il divorzio avrebbe conseguenze importanti sul National Healthcare Service (NHS) inglese. A evidenziarlo sono tre esperti di politica sanitaria, che hanno pubblicato un articolo su The Lancet.

La Gran Bretagna ha programmato di lasciare l’Unione Europea il 29 marzo prossimo e il Primo Ministro inglese, Theresa May, non ha ancora ottenuto l’ok del Parlamento all’accordo negoziato con l’UE.

Nella review pubblicata da Lancet, gli esperti hanno rilevato che, in base a questo accordo o a potenziali variazioni dello stesso prima della scadenza, l’impatto sarebbe comunque solo “leggermente” meno dannoso rispetto allo scenario peggiore.

L’analisi si è basa sui testi disponibili, su quattro scenari Brexit per valutare l’impatto sul National Health Service.
Gli esperti hanno così rilevato che uno dei principali problemi della Brexit in tutti gli scenari sarebbe il reclutamento e il mantenimento del personale, anche perché, a livello legislativo,ci sono poche disposizioni relative all’immigrazione di operatori sanitari nel Regno Unito o al riconoscimento a lungo termine delle qualifiche professionali.

Secondo l’analisi, inoltre, “in assenza di un accordo sulla Brexit, la mancanza di un quadro giuridico per importazioni ed esportazioni potrebbe avere un effetto immediato e drastico sulle catene di approvvigionamento” di medicinali, vaccini, dispositivi medici e attrezzature.

Nonostante le rassicurazioni del Governo, dunque, secondo gli esperti potrebbero esserci problemi di scorte, anche perché lo stoccaggio di alcuni prodotti non può coprire più di qualche settimana mentre altri, come i radioisotopi per la diagnostica per immagini, non possono essere stoccati.

Il Governo britannico ha chiesto alle aziende di accumulare scorte per sei settimane, un obiettivo che secondo il settore sarà difficile da raggiungere.

Infine, secondo la review, essendo i finanziamenti del servizio sanitario una delle maggiori aree di spesa pubblica, qualsiasi impatto negativo sull’economia, anche se a breve termine, farà aumentare la pressione sul NHS.

Fonte: Reuters Health News
(Versione italiana per Daily Health Industry)

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