Brexit: allarme fornitura insulina

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(Reuters Health) – Per le aziende produttrici di insulina, la Brexit, specie se sarà senza accordo, si rivelerà un passaggio piuttosto complicato. Al punto che società come Novo Nordisk e Sanofi sono state costrette a rivedere ulteriormente i piani già stabiliti per prepararsi al peggio.

Le due aziende hanno già speso milioni di sterline, che non potranno recuperare, per accumulare milioni di pacchetti di insulina nel Regno Unito e pianificare nuove rotte di spedizione e di trasporto aereo.

Il primo ministro Boris Johnson ha promesso di portare la Gran Bretagna fuori dall’UE, con o senza accordo, entro il 31 ottobre, paventando la possibilità che vengano ripristinati tariffe per gli scambi commerciali e controlli doganali nel commercio con il continente, per la prima volta da decenni.

Secondo lo stesso governo inglese, nell’ipotesi peggiore, i camion che cercheranno di entrare in Europa nel porto francese di Calais potrebbero subire ritardi di due giorni e mezzo, creando interruzioni dell’approvvigionamento che potrebbero durare mesi.

Questo scenario rappresenta un reale rischio per l’industria farmaceutica, dal momento che il Regno Unito importa 37 milioni di confezioni di farmaci dall’Europa al mese.

E secondo il governo britannico, tre quarti arrivano per nave. Il suo trasporto è molto delicato e bisogna testare le rotte. Così, sia Sanofi che Novo Nordisk hanno ottenuto degli spazi riservati sui traghetti che fanno la tratta più lunga rispetto alla traversata Calais-Dover e, se necessario, hanno studiato anche il trasporto aereo.

Novo Nordisk, il più grande fornitore d’insulina della Gran Bretagna, ha triplicato le sue scorte per assicurare la fornitura per 18 settimane e anche Eli Lilly e Sanofi si sono mosse analogamente.

Fonte: Reuters Health News
(Versione italiana per Daily Health Industry)

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