Biosimilari: switch da infliximab sicuro e costo-efficace

17 febbraio, 2017 nessun commento


(Reuters Health) – Una ricerca condotta nel Regno Unito dimostra che i pazienti affetti da malattia infiammatoria intestinale possono tranquillamente passare dall’originale infliximab al biosimilare utilizzando un programma di gestione dello switch. Lo affermano Fraser Cummings e colleghi del Southampton General Hospital nel report pubblicato dal Journal of Crohn’s and Colitis. “Ad oggi non sembrano esserci differenze significative tra i due prodotti infliximab in termini di concentrazione di farmaco, effetti collaterali, reazioni avverse, evoluzione della malattia o parametri ematici, ma è necessario organizzare un follow-up2, commentano i ricrcatori. EMA ha approvato il primo biosimilare di infliximab, CT-P13, nel 2013. I ricercatori osservano che non ci sono attualmente molte informazioni sui pazienti con malattia infiammatoria intestinale trattati con CT-P13, in particolare su quelli trattati in precedenza con infliximab originale. Tuttavia gli studi hanno dimostrato che individui affetti da artrite reumatoide possono passare in modo sicuro al farmaco biosimilare. Nel nuovo studio i ricercatori illustrano un programma di gestione dello switch finanziato attraverso un accordo di gainsharing tra l’University Hospital Southampton (UHS), la NHS Foundation Trust e commissioni cliniche locali (CCG). A tutti i 143 pazienti di UHS che erano in terapia con infliximab è stata offerta la possibilità di passare a CT-P13, e tutti hanno accettato. Dall’inizio del programma di switch, i costi di acquisto del farmaco sono diminuiti per un importo che varia da 40.000 a 60.000 sterline al mese. L’investimento nel nuovo programma, compresi i costi legati allo stipendio di un infermiere specializzato IBD e di altro personale di supporto, è stato di 103.000 sterline all’anno, pari a circa il 12% dei risparmi sui costi previsti. “Abbiamo ottenuto notevoli risparmi sui costi per l’economia della salute, parte dei quali è stata reinvestita non solo nel programma, ma anche per migliorare il servizio e la qualità delle cure per tutta la popolazione di pazienti IBD di Southampton”, scrivono il Dr. Cummings e colleghi.

Fonte: Reuters Health News

(Versione italiana per Daily Health News)

 

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Tag:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

*