ASCO: farmaci oncologici più accessibili in Australia. In India i prezzi più bassi

7 giugno, 2016 nessun commento


I farmaci oncologici non sono così accessibili nei Paesi a basso reddito rispetto a quelli che sono i prezzi di listino. È questa la conclusione di uno studio, portato avanti da un team di ricercatori, e presentato al Congresso mondiale della società di oncologia (ASCO) che si chiude oggi a Chicago.

L’analisi ha di fatto creato una statitisca tenendo conto del prezzo mensile di un farmaco e dei costi sociali per vivere – calcolati come percentuale del prodotto interno lordo pro capite espresso in potere d’acquisto (GDPcapPPP). Un calcolo che ha mostrato con chiarezza come i farmaci oncologici siano di fatto meno meno accessibili nei paesi poveri, con una grande disparità da paese a paese, anche in relazione a quanto si paga un singolo prodotto.

La ricerca
Per fare il confronto, i ricercatori hanno preso un gruppo di 23 farmaci brandizzati e 23 generici disponibili in 7 paesi: Australia, Cina, India, Sud Africa, Gran Bretagna, Israele e Stati Uniti; per ognuno è stato quindi calcolato il numero di dosi mensili utilizzate per ogni singolo farmaco.

Se da un lato l’India vanta la media più bassa in termini di prezzi di vendita con 1.515 dollari, e la vetta è raggiunta dagli Stati Uniti con un prezzo pari a 8.694 dollari, i farmaci oncologici, nell’ambito della contabilizzazione delle spese e capacità finanziaria di un Paese, sembrano essere più accessibili in Australia. Qui infatti i prezzi mensili rappresentano il 3% del prodotto interno lordo pro capite per i generici e il 71% per quelli con brevetto.

In India e in Cina, che vincono la classifica dei paesi a basso reddito – il costo dei generici rappresenta il 33% del prodotto interno lordo pro capite contro un 313% relativo ai brandizzati.

Nonostante i risultati, alcune riserve sullo studio arrivano proprio dal suo primo ricercatore – Daniel Goldstein – che ha spiegato come questa analisi non tenga conto delle politiche di sconto e dei ribassi che vengono applicati ai prezzi al fine di favorirne l’accesso.
Questo studio arriva in un momento non facile, secondo Goldsteing, quale quello che sta attraversando il mondo dei farmaci oncologici. Una realtà che vede schierati medici, pazienti e istituzioni, concordi nel voler abbassare il prezzo di questi farmaci, in alcuni casi anche con misure drastiche come quella di escludere alcuni trattamenti dai protocolli terapeutici.

Sull’altro fronte si sta però lavorando attivamente per sviluppare nuovi strumenti di valutazione del valore di questi prodotti per poter facilitare la classe medica a prendere decisioni su quale trattamento utilizzare per un pazente

 

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