Alexion: ok FDA a Soliris nei pazienti con NMSOD

3 Luglio, 2019 nessun commento


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Via libera della FDA all’uso di Soliris di Alexion nel trattamento dei pazienti adulti positivi all’anticorpo anti-aquaporina-4 con disturbi dello spettro della neuromielite ottica (NMOSD – neuromyelitis optica spectrum disorders), una malattia ultra-rara.

L’ok dell’ente regolatorio è arrivato venerdì scorso e ora Alexion può puntare a incassare un miliardo di dollari in più con la terapia, insieme al nuovo prodotto Ultomiris, entro il 2028, secondo le proiezioni Geoffrey Porges, analista di SVB Leerink.

Nonostante le aspettative rosee, secondo Porges gli investitori dovrebbe però essere cauti. Sarebbero poche, infatti, le probabilità che il farmaco venga impiegato in pazienti precedentemente non trattati. Il medicinale concorrente, Rituxan di Roche, è molto più economico, con un costo di 60mila dollari rispetto ai 700mila del farmaco di Alexion.

Dunque, Soliris potrebbe essere utilizzato solo in prima linea del trattamento dei pazienti recidivanti. Uso per il quale effettivamente il medicinale si è mostrato più che efficace, visto che dai risultati di un trial di fase III ha evidenziato una notevole riduzione delle recidive, scese del 94,2% rispetto al placebo. A 48 settimane, inoltre, il 97,9% dei pazienti trattati con Soliris non era andato incontro a recidive.

Questi risultati potrebbero così attirare quel paziente su tre con NMOSD che soffre di ricadute e posizionare bene Soliris in vista di un eventuale switch al nuovo prodotto Ultomiris, dato che la scadenza del brevetto di Soliris è prevista per il 2027.

Ipotizzando, dunque, che Ultomiris riceverà una approvazione specifica per NMOSD, così come l’ok nel trattamento della miastenia grave e della sindrome uremica emolitica atipica (aHUS), e con l’ok già in mano nella terapia dell’emoglobinuria parossistica notturna, con il 22% dei pazienti che è già passato a Ultomiris da Soliris ad aprile scorso, Alexion può comunque già dirsi ben posizionata per il prossimo decennio.

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