ADA 2019: diabete sempre più malattia olistica

13 Giugno, 2019 nessun commento


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L’edizione 2019 dell’American Diabetes Association ha riservato molta attenzione anche a patologie come quelle cardiovascolari e alla steatoepatite non alcolica (NASH).

“Sicuramente c’è una tendenza a capire come trattare il paziente cardiometabolico”, dice Kiersten Combs, VP USA di AstraZeneca per le malattie cardiovascolari e metaboliche. I dati e “i farmaci discussi qui sono davvero molto più olistici nel trattare il paziente diabetico rispetto al passato”.

Aziende come Eli Lilly, Boehringer Ingelheim e Novo Nordisk hanno presentato, anche quest’anno, dati sugli esiti cardiovascolari, aspetto caratteristico dei meeting ADA negli ultimi anni.

Altre pharma, come AstraZeneca e Johnson & Johnson, si sono concentrate sugli effetti dei loro farmaci sulle malattie renali, mentre altri produttori si sono focalizzati sulla NASH. “Sono le aree nelle quali stiamo mettendo il maggior impegno”, sottolinea Jim List, responsabile della ricerca e sviluppo di Janssen’s cardiovascular and metabolism R&D.

Janssen ha un team di scienziati che lavorano a Boston su condizioni patologiche correlate come la malattia renale cronica, la NASH, la malattia retinica, l’obesità e l’ipertensione. Concentrarsi sulle comorbidità del diabete “è molto, molto importante”, sottolinea List.

Una maggiore attenzione nei confronti di queste malattie potrebbe anche tradursi in un’assistenza sempre più personalizzata per i pazienti”, aggiunge Chris Sorli, VP Sanofi Medical Affairs e responsabile diabete per il Nord America.”Ne abbiamo parlato a lungo. Si sta cercando davvero di capire qual è il modo migliore di trattare il singolo paziente piuttosto che una popolazione di pazienti”.

Ovviamente fornire assistenza individualizzata comporta sfide. Per i produttori di farmaci, si tratta di un compito che richiede una grande mole di lavoro con i partner di advocacy, gli operatori sanitari e i payer. “Bisogna assicurarsi che questi professionisti capiscano esattamente quali sono i benefici di un farmaco”, conclude Kiersten Combs. “Penso che questa sfida sia fondamentale per il futuro che ci attende”.

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