ACA e prezzi dei farmaci. Il day after del voto USA per Big Pharma

4 novembre, 2016 nessun commento


Gli occhi di Big Pharma non guardano tanto al duello Clinton-Trump, per capire chi vincerà le prossime elezioni USA, quanto al rinnovo del Congresso americano. La nuova composizione di quello che è l’equivalente del nostro Parlamento potrebbe avere grande impatto sul business a breve termine delle biopharma e delle biotech. Oltre alla ripartizione delle spese federali tra FDA, NIH e altre agenzie, il 115° Congresso USA dovrà infatti approvare gli accordi su farmaci da prescrizione, dispositivi medici, generici e biosimilari. Il nuovo Congresso, inoltre, quasi sicuramente modificherà, se non addirittura abrogherà, l’Affordable Care Act (ACA), la riforma sanitaria voluta da Obama nel 2010, e dovrà cercare un modo per affrontare il problema del prezzo dei farmaci.

Dunque, in ballo con le prossime elezioni presidenziali c’è l’agenda della politica sanitaria americana per i prossimi due anni. Attualmente, i repubblicani hanno la maggioranza in entrambe le Camere del Congresso, con un 54 a 46 al Senato e un 246 a 186 alla Camera. Indipendentemente da chi vincerà le elezioni, i democratici hanno una possibilità di riconquistare il Senato, dove 24 dei 34 seggi vacanti sono detenuti da repubblicani. E i democratici potrebbero anche ottenere la maggioranza alla Camera, dove saranno rinnovati tutti i rappresentanti. E quest’anno 19 repubblicani, contro nove democratici, andranno in pensione.

I cambi nei Comitati
Dal momento che il partito di maggioranza determina le leadership di tutti i Comitati, le elezioni potrebbero portare a un cambiamento anche del Comitato ‘Salute, Istruzione, Lavoro e Presidenza’ (Health, Education, Labor, Pensions – HELP) e al sottocomitato ‘Energia e Commercio per la Salute’, i due gruppi che maggiormente influenzano la forma degli accordi sui farmaci ed eventuali modifiche dell’ACA. In ogni caso, sono previsti diversi avvicendamenti. L’attuale presidente della sottocommissione Salute della Camera, per esempio, il repubblicano Joseph Pitts, andrà in pensione proprio quest’anno. Inoltre, il repubblicano Fred Upton, che insieme a Diana DeGette ha guidato il pacchetto ‘Cures’, si dimetterà da presidente della commissione ‘Energia e Commercio’. Tra i rappresentanti della sottocommissione Salute, inoltre, Lois Capps, democratico, sta andando in pensione, e Renee Ellmers, repubblicana, lascerà a causa di problemi giudiziari. Per quel che riguarda il Senato, invece, la più grande perdita sarà Barbara Mikulski, la donna più longeva nella storia del Congresso. Eletta per la prima volta 30 anni fa, Mikulski è stata una grande sostenitrice della Food and Drug Administration e del National Health Institut americani. Altri due senatori democratici del comitato HELP sono in ballo per la rielezione: Patty Murray e Michael Bennet. Se dovessero vincere i democratici, la prima potrebbe non riavere il posto, al quale starebbe puntando Bernie Sanders. E ancora: le elezioni decideranno il destino di sei repubblicani del comitato HELP. E ci potrebbero essere volti nuovi anche alla sottocommissione della Camera per gli stanziamenti, che decide per finanziamenti all’agricoltura e alla FDA.

 

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Tag:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

*