AbbVie, Gonzalez (CEO): grazie ai flussi di cassa cresceremo in tutti i settori

29 maggio, 2017 nessun commento


Per Humira, il farmaco di AbbVie per l’artrite reumatoide, è ormai tempo di confronti con i  biosimilari. Ma secondo gli analisti – e in particolare secondo Jami Rubin di Goldman Sachs – gli investitori non dovrebbero essere preoccupati, prima di tutto perché continueranno ad esserci entrate consistenti nei prossimi cinque anni e poi perché l’azienda ha prodotti diversificati in arrivo. AbbVie si aspetta che Humira raggiunga l’apice al di fuori del mercato USA l’anno prossimo, prima si consolidi sul mercato la presenza dei biosimilari. Dopo il 2018, l’azienda americana si aspetta una progressiva erosione delle vendite del 15% l’anno, fino al 2020.  Ma AbbVie nel settore oncologico, immunologico, della salute della donna e in altre aree terapeutiche, potrebbe “vedere una crescita superiore al 16% nei prossimi cinque anni”, da 9,8 miliardi di dollari attuali a 20,5 miliardi di dollari, secondo le stime di Jami Rubin, analista di Goldman Sachs. Anche il CEO di AbbVie, Richard Gonzalez, vede positivamente il prossimo biennio, in virtù di “un business che genera enormi flussi di cassa sostenibili nel lungo periodo”. Proprio nel corso di quest’anno, AbbVie dovrebbe dare le prime prove di questa tenuta agli investitori. “Lo vedrete da una dozzina di studi i cui risultati verranno fuori nel corso del 2017”, ha dichiarato Gonzalez, che ha sottolineato che “non ci sono molte aziende che si trovano in questa posizione avanzata”.

 

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