Rapporto 2017 Banco Farmaceutico, foto dell’Italia in farmacia

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Sono 580 mila le persone indigenti (12% dei poveri assoluti) che nel nostro Paese hanno beneficiato nel 2017 delle donazioni provenienti dai 1.722 enti convenzionati con il Banco Farmaceutico. Una situazione “disomogenea dal Nord al Sud Italia”, sottolinea il direttore generale dell’Agenzia Italiana del farmaco (Aifa) Mario Melazzini, durante la presentazione dei dati del Rapporto 2017 “Donare per curare: povertà sanitaria e donazione farmaci” della Fondazione Banco Farmaceutico onlus, oggi presso la sede dell’Agenzia a Roma.In particolare è stato registrato un +6% di donazioni rispetto al 2016, nella giornata dedicata; ma la situazione a macchia di leopardo si rende ancora più evidente in questa giornata: il 29,4% dei farmaci sul totale vengono raccolti in Lombardia, con una media di 112 per farmacia, lo 0,6% in Val D’Aosta, dove però il numero medio di farmaci per farmacia arriva a 115. Quasi il doppio di quanto non avvenga in Calabria, che detiene il primato negativo di soli 64 farmaci per farmacia. “Questo ci deve far riflettere, come Agenzia regolatoria, nel confrontarci con tutte le aziende che nella loro quotidianità sono chiamati a rispondere e a garantire la tutela della salute”, commenta Melazzini. Il sostegno dei titolari di farmacia rimane fondamentale per la realizzazione della giornata mondiale: “Più di 3800 le farmacie arruolate in questa giornata, e questo vuol dire che almeno 2 farmacisti in ciascuna di quelle 3800 farmacie hanno fatto volontariato per aiutare i cittadini italiani”, sottolinea il presidente Fofi Andrea Mandelli.

Le aziende donano meno
Nel primo semestre del 2017 è stata registrata una contrazione delle donazioni aziendali rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno, mentre segnali più incoraggianti giungono dai dati provvisori aggiornati a settembre. Secondo il presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi, si vedranno più donazioni quando si agirà per “sburocratizzare” gli attualmente complicati processi di donazione. Un aiuto in questa direzione arriverà dalla Legge 166 entrata in vigore dal 14 settembre 2016, che dovrebbe chiarire le modalità di donazione.

Un italiano su 4 non si cura
Durante l’incontro si è parlato anche del problema della crescente povertà sanitaria, sebbene i dati presentati sembrino discordanti con quelli riportati dall’Ocse negli scorsi giorni. In particolare, da una elaborazione su dati Doxa Pharma, è stato osservato che un cittadino italiano su 4 avrebbe dovuto rinunciare almeno una volta nell’arco dell’anno a un farmaco (23,5%) o a visite mediche e esami (26%), per motivazioni di tipo economico. E non si tratterebbe solo di cittadini che rientrano nello status di “povertà”, ma anche con fasce di reddito più elevato. La maggior parte delle cure a cui si sarebbe rinunciato sarebbero – secondo l’indagine – farmaci di classe A che sono totalmente rimborsati dal Ssn, ticket a parte. Secondo il direttore generale Aifa Mario Melazzini questi numeri hanno a che fare anche con uno scarso utilizzo dei farmaci generici, mentre il presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi pensa che il ticket scoraggi gli utenti più in difficoltà a prendere il farmaco e “dovrebbe esistere una differenziazione di compartecipazione alla spesa in base al reddito – afferma – L’esenzione dev’essere vera e non come abbiamo sentito dire”.

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