Novartis, genericazione Gleevec porta giù la trimestrale

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Le vendite della Novartis nell’ultimo trimestre hanno subito un calo a causa della prima versione generica arrivata sul mercato del blockbuster della casa svizzera contro la leucemia, l’Imatinib mesilato (Gleevec). Ma come la società si è affrettata a sottolineare, “la crescita dei nuovi prodotti ha contribuito a risanare le perdite”.

L’Imatinib mesilato è stato il farmaco più venduto della Novartis, dopo quello per la pressione sanguigna Diovan (valsartan). Grazie anche all’accordo che la società aveva stipulato con Sun Pharmaceuticals riguardo alla produzione di generici, sembrava destinato a rimanere agli apici delle vendite ancora per un certo periodo. Ora però che dal primo febbraio un generico è entrato nel mercato USA, il farmaco ha visto un calo di vendite del 20% nel primo trimestre 2016 (834 milioni di dollari).

Il peso della concorrenza. Delude Entresto

Tra i farmaci di “lunga data”, quali Lucentis (ranizumab) e Afinitor (everolimus),  il mercato sente il peso della concorrenza e in altri casi, come per Diovan e Exforge ( amlodipina, valsartan e idroclorotiazide), sente il peso dei brevetti scaduti. Quindi, è comprensibile che Novartis voglia spingere sui suoi nuovi “cavalli da battaglia”:  Cosentyx (sekukinumab), contro la psoriasi, che ha superato le precedenti stime di vendita dal suo lancio lo scorso anno, ha consegnato a casa madre 176 milioni di dollari. Gilenya (fingolimod), per la sclerosi multipla, è diventato il secondo farmaco più venduto della società, portando nelle casse 698 milioni di dollari in questo primo trimestre. Tasigna (nilotinib), contro la leucemia, è cresciuto del 6% (382 milioni di dollari) nonostante una cross- concorrenza di Gleevec. Non è tutto rose e fiori, però. Entresto (sacubritil valsartan), ha venduto al di sotto delle aspettative, nonostante il forte clamore per il suo debutto lo scorso anno. In questo primo trimestre 2016 ha fatto incassare solo 17 milioni di dollari.

Vendite sotto tono, calano gli utili per azioni

L’azienda ha presentato una stima di vendite per il 2016 pari a 200 milioni di dollari, quando l’analista Tim Anderson di Bernstein si aspettava una cifra almeno due volte superiore.

“E ‘stata una Q1 ragionevole se misurata rispetto alle aspettative, ma indicativa dei venti contrari”, ha detto Anderson in una nota agli investitori la scorsa settimana. “La pressione della concorrenza sui grandi marchi come Afinitor e Lucentis e le aspettative modeste per il nuovo lancio di Entresto sono elementi molto forti da contrastare per il 2016 e per gli anni a venire”. Nel bilancio, le vendite nette del casa farmaceutica per Q1 scivolano da 11,9 miliardi a 11,6 miliardi di dollari, un calo del 3%, ma le vendite in valuta costante sono in rialzo.

L’utile per azione si attesta a 85 centesimi, mentre era 96 centesimi nel Q1 del 2015. Questo è un calo del 11% in termini di dollari.

“Sono contento che siamo stati in grado di dimostrare la crescita delle vendite in valuta costante, nonostante l’ingresso di una versione generica del Gleevec negli Stati Uniti”, ha detto il CEO Joe Jimenez in una dichiarazione. “Come previsto, i nostri risultati riflettono ulteriori investimenti che stanno dietro i nostri nuovi lanci e la divisione Alcon. Siamo sulla buona strada con il piano che abbiamo delineato nel mese di gennaio: ovvero concentrare ulteriormente le nostre divisioni, guidare una maggiore innovazione, spingere sulle sinergie e sulla produttività. Rimango fiducioso nelle nostre prospettive di crescita a lungo termine. ”

 

 

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