Health Serie: anche l’oncologia di precisione nel più ampio alveo della “One Health”

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Nel corso della quarta ed ultima puntata della Health Serie di Popular Science e Quotidiano Sanità dedicata all’Oncologia di Precisione sono intervenuti i rappresentati delle istituzioni regionali. L’incontro, realizzato con il contributo non condizionante di Lilly, è stata l’occasione di tirare le somme di quanto emerso durante le prime tre puntate, che hanno visto come protagonisti i clinici, le associazioni pazienti e i rappresentati del management.

L’oncologia di precisione rappresenta senza dubbio una rivoluzione nel trattamento dei tumori. È necessario però che i test e i farmaci innovativi siano accessibili per i pazienti e che tutti coloro che sono eleggibili per ricevere le terapie siano correttamente informati. Clinici, pazienti e rappresentanti del management concordano sull’importanza di consentire l’accesso a queste terapie nell’ambito di un percorso di appropriatezza terapeutica e organizzativa. Nel coro degli incontri è emersa la necessità dell’implementazione delle reti oncologiche e di digitalizzare il territorio per permettere comunicazioni e scambi tra professionisti e strutture.

Poiché alle Regioni è demandata la responsabilità di tradurre concretamente sul territorio le migliori soluzioni perché l’innovazione sia accessibile ai cittadini, in questa puntata i rappresentati di diverse regioni hanno portato una riflessione su quanto è stato fatto e quanto resta da fare. Sono intervenuti Gianni Amunni, Direttore generale dell’Istituto per lo Studio e la Prevenzione e la Rete Oncologica (Ispro) della Regione Toscana; Massimo Annichiarico, Direttore della Salute e Integrazione Sociosanitaria della Regione Lazio;

Pietro Buono, Dirigente di Staff della Direzione Generale dell’Assessorato alla Salute della Regione Campania; Alessandra Santoro, Componente del Tumor Molecular Board Regione Sicilia; Direttore UOSD Laboratorio di Oncoematologia e Manipolazione Cellulare Dipartimento di Oncologia Ospedali Riuniti Villa Sofia-Cervello e Alessandro Stecco, Presidente IV Commissione Sanità; Assistenza; Servizi Sociali; Politiche degli Anziani Regione Piemonte.

Reti oncologiche solide per una governance efficace del percorso oncologico

Come sottolinea il Professor Amunni, per la messa a punto di nuove strategie legate all’oncologia di precisione, sono fondamentali delle reti oncologiche consolidate. “Credo che ognuno debba porsi l’obiettivo, non solo del consolidamento della propria rete oncologica, ma anche di fare in modo che la rete oncologica diventi una specie di LEA organizzativo. Questo anche alla luce dei grandi cambiamenti che sono in essere nell’ambito dell’oncologia, sia di tipo epidemiologico sia di tipo scientifico. Dobbiamo ridisegnare l’oncologia sulla base della disponibilità di nuovi setting assistenziali che sono anche quelli territoriali”, osserva. “Il PNRR è sicuramente un acceleratore del cambiamento. Ritengo che la sfida dell’oncologia mutazionale, così come quella della territorialità, possa essere declinata meglio in una realtà in cui esistono una rete solida e un sistema di governance efficace ed efficiente sull’intero percorso oncologico”.

Racconta anche l’esperienza toscana, dove da tempo è stato creato un Molecular Tumor Board (MTB) regionale, incardinato nella rete oncologica, che ha il compito di individuare i pazienti che possono beneficiare di farmaci, specifici e prescritti in base alle caratteristiche mutazionali del tumore, che sono ancora off-label. “Abbiamo anche dei gruppi interaziendali, distinti dal MTB, che affrontano il tema dell’utilizzo dei farmaci agnostici (il cui uso è sempre legato alla presenza di una mutazione genetica ma che sono approvati da Aifa). Questi gruppi sono inseriti nella clinica di routine”.

Pietro Buono invece racconta l’esperienza Campana. “La strategia per garantire un’oncologia di precisione nella Regione è stata messa a punto nel 2016, con un decreto che ci ha consentito di creare la Rete Oncologica Campania”, dice. “Penso che la Campania sia riuscita a intercettare l’esigenza prescrittiva, terapeutica, diagnostica e del follow up di questi pazienti”.

Nella Regione sono presenti oltre 200 Gruppi Oncologici Multidisciplinari (GOM), aziendali o interaziendali che si occupano di patologie specifiche, e il gruppo tecnico della Rete Oncologica Campana che aggiorna continuamente oltre 20 PDTA sui tumori principali. Nel 2021 un Decreto attuativo del ministro della Salute ha stabilito le modalità di accesso e i requisiti per l’erogazione di 20 milioni di euro annui destinati al rimborso di test genomici per il carcinoma mammario ormono-responsivo in stadio precoce.

In questo contesto, spiega Buono, i GOM stabiliscono quali sono le pazienti per cui occorre effettuare un test genomico e, in caso di test positivo tracciano il percorso terapeutico, evitando eventualmente la chemioterapia dopo l’operazione chirurgica.

I test diagnostici molecolari permettono di abbattere i costi sanitari

Quasi ogni Regione ha scelto la sua sigla, e i GOM campani diventano i GIC (Gruppi Interdisciplinari di Cura) in Piemonte e Valle D’Aosta. Qui, l’accoglienza e la gestione multidiciplinare del paziente oncologico sono affidate ai GIC e ai CAS (Centro Accoglienza e Servizi). “Il coordinamento della rete oncologica piemontese, che è una delle prime nate in Italia, è molto forte. Dal 2021 è anche pienamente operativo il nostro Molecular Tumor Board”, dice il Professor Stecco.

Contrariamente a quanto accade in altre realtà del Paese, in Piemonte le associazioni pazienti sono molto coinvolte nei processi decisionali di queste strutture. Sono presenti nel direttivo della Rete Oncologica e fanno parte del MTB. “Il paziente è informato sul suo percorso di cura e svolge un ruolo attivo. Questo è fondamentale e viene anche richiesto a livello europeo”, continua Stecco.

Il Professore torna poi su due temi critici, già trattati nel corso delle precedenti puntate con altri esperti: la disponibilità di test e trattamenti e la rimborsabilità. “Può succedere che abbiamo a disposizione dei test genetici rimborsati, ma non le terapie e viceversa. Questo ovviamente non ha senso, e bisogna porre rimedio. È evidente che occorrono poi dei finanziamenti appropriati. Nel 2019 il test per le mutazioni dei geni BRCA è stato reso rimborsabile e quindi in molte regioni è diventato gratuito per i cittadini a rischio. È questa l’impostazione che dovremmo avere per tutti i tipi di tumori per cui esistono test genetici e terapie”.

Anche perché, come sottolinea Alessandra Santoro, i test diagnostici di profilazione genomica, che vengono in genere considerati costosi, sono economici rispetto ai farmaci e agli schemi chemioterapici, che magari potrebbero essere evitati individuando la terapia giusta al momento giusto per il paziente. “Offrono quindi la possibilità di avere una cura che abbatte i costi sanitari e porta a risultati migliori”.

In Sicilia il viaggio verso l’oncologia di precisione è iniziato nel 2018 con il gruppo di coordinamento della Rete dei Centri di Senologia (Breast Unit). Nel 2019 è nata la Rete Oncologica Siciliana e nel 2021 il Molecular Tumor Board, parte della rete oncologica, è stato riconosciuto come gruppo di lavoro dell’assessorato.

“Sono stati portati a compimento i decreti sui farmaci agnostici e ora stiamo individuando i Centri e i laboratori specialistici che possono effettuare test di diagnostica avanzata, come il NGS (Next Generation Sequencing), per la diagnostica del tumore della mammella o del polmone, per esempio”, racconta Santoro.  “L’obiettivo, che vorremmo raggiungere, è di dotare il territorio di una serie di centri per una copertura più ampia possibile”.

E aggiunge: “Siamo solo all’inizio, considerando la velocità dei cambiamenti e delle scoperte scientifiche in quest’ambito. C’è però una forte volontà di accelerare il passo, anche perché ormai nessun clinico, che si occupa di pazienti oncologici, pensa di poter stabilire un percorso terapeutico senza tener conto delle caratteristiche genetiche del tumore”.

Innovazione, prossimità e prevenzione

Proprio in relazione alla velocità dei progressi scientifici e tecnologici Annichiarico osserva la necessità di coniugare l’innovazione portata dall’oncologia di precisione (con la diagnosi molecolare avanzata e i farmaci specifici) e il bisogno di garantire accesso, prossimità, ai pazienti oncologici. Il Lazio è un ottimo esempio di quanto tale necessità sia sfidante. “Nella nostra Regione c’è Roma, e poi tutto il resto. Il rischio di non riuscire a garantire a tutti i cittadini le stesse opportunità è forte”, dice. “Per evitare disparità abbiamo cercato di lavorare su un sistema meta-reticolare. Abbiamo costruito un sistema di reti, incentivando molto la partecipazione dei cittadini e delle associazioni dei pazienti oncologici e cercando appunto di coniugare innovazione (con centri di patologia, lavoratori che si occupano del NGS, ricerca, ambito assistenziale) e prossimità”.

Annichiarico pone anche l’accento su un tema sempre più presente quando si parla di salute e che è bene tenere a mente quando si guarda al futuro, anche nell’ambito dell’oncologia di precisione: il concetto di One Health. “L’oncologia è connessa con l’ambiente, quindi con il rapporto dei cittadini con il territorio. L’ambiente è l’alimentazione, è l’aria, sono i fattori di rischio, anche nuovi, emersi di recente, in un mondo che cambia”. Nella costante attenzione all’interazione con l’ambiente possiamo comprendere e mettere in atto “la migliore e più importante terapia oncologica, la meno costosa, la più significativa ed efficace: la prevenzione”.

CDF

 

 

 

 

 

 

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