GSK, nuove evidenze per l’anti PD-1 Jemperli

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L’inibitore di PD-1 Jemperli di GSK ha eguagliato in un trial pembrolizumab, il farmaco antitumorale più venduto al mondo per la cura di pazienti affetti da cancro del polmone.

Lo studio di fase intermedia, denominato PERLA, ha confrontato il farmaco di GSK con pembrolizumab nel trattamento di pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) metastatico non squamoso sottoposti anche a chemioterapia.

La pharma britannica ha dichiarato che la sperimentazione ha dato risultati positivi senza entrare nel dettaglio. Lo studio non era stato concepito per dimostrare la superiorità del suo farmaco, quanto piuttosto per registrare la similitudine degli esiti per i pazienti con entrambi i regimi terapeutici, Jemperli e pembrolizumab.

L’approvazione per la cura di pazienti affetti da carcinoma polmonare potrebbe ampliare le indicazioni d’uso di Jemperli. Il farmaco ha ottenuto per la prima volta l’autorizzazione della Food and Drug Administration nell’aprile 2021 per il trattamento di donne affette da carcinoma endometriale con un errore genetico specifico.

Nell’agosto 2021, la FDA ha approvato il farmaco anche per contrastare un gruppo più ampio di tumori solidi ricorrenti o avanzati classificati come “mismatch repair-deficient”.

GSK ha grandi progetti per Jemperli che fino ad oggi ha rappresentato un prodotto minore. Nel secondo trimestre del 2022 il farmaco ha fatto registrare vendite per 4 milioni di sterline.

La nuova ricerca sostiene l’ambizione della casa farmaceutica britannica di rendere Jemperli “la spina dorsale” del suo programma di sviluppo immuno-oncologico, secondo quanto dichiarato da Hesham Abdullah, responsabile globale dello sviluppo oncologico di GSK.

I risultati completi dello studio PERLA, anche per quanto riguarda l’endpoint secondario della sopravvivenza libera da progressione, saranno presentati in una prossimo incontro scientifico.

GSK sta inoltre studiando Jemperli in combinazione con un farmaco chiamato cobolimab, contro un bersaglio diverso, la proteina TIM-3. Questo studio, condotto su 750 pazienti affetti da NSCLC e denominato COSTAR, passerà ora alla Fase 3. Inoltre, i ricercatori stanno anche valutando Jemperli nella cura di pazienti affetti da carcinoma ovarico e da vari tumori solidi avanzati e metastatici.

 

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