GSK: al via la cura dimagrante di Emma Walmsley

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(Reuters Health) – Sono ufficiali i piani anticipati dal nuovo CEO di GSK. Nel corso della presentazione dei dati del Q2 Emma Walmsley ha infatti annunciato che focalizzerà la ricerca su alcuni medicinali a discapito di altri, per far sì che il business farmaceutico dell’azienda inglese renda di più. In particolare, l’80% delle risorse in R&S sarà destinato ai settori respiratorio e HIV/malattie infettive, insieme a oncologia e immuno-infiammazione. Così, più di 30 programmi di sviluppo pre-clinico e clinico di farmaci saranno sospesi o condivisi, mentre l’azienda potrebbe chiudere la BU delle malattie rare. La CEO prevede anche di ritirare progressivamente il sostegno a Tanzeum, il farmaco contro il diabete, e di chiudere la collaborazione con Johnson & Johnson su sirukumab, per l’artrite reumatoide. Per quel che riguarda le malattie rare, la decisione di tagliare deriverebbe anche dai poco entusiasmanti risultati della terapia genica Strimvelis, che ha visto reclutare il suo primo paziente solo dopo 10 mesi dall’ok in Europa. Da allora, un secondo paziente è stato trattato e atri due sono in attesa di ricevere la terapia. Il trattamento, ideato per i bambini affetti da immunodeficienza combinata grave da deficit di adenosina deaminasi (ADA-SCID), ha fatto segnare un passo avanti nella messa a punto di terapie che riparano i geni difettosi, e anche per questo Walmsley ha dichiarato che non rinuncerà alla tecnologia, per applicarla, piuttosto, ad aree terapeutiche più redditizie, come il settore oncologico. La ridistribuzione delle risorse, in ogni caso, non determinerà una riduzione del budget in R&S. Anzi, l’intenzione è quella di acquisire prodotti promettenti alle fasi iniziali di sviluppo per rafforzare la pipeline nella aree di punta dell’azienda inglese. Per quanto riguards il Q2, GSK ha registrato un aumento del 12 per cento di EPS rettificato, pari a 27,2 pence, di più di quanto previsto dagli analisti, che, secondo i dati di Thomson Reuters, doveva essere pari a 26,2 pence. Il gruppo ha comunque ribadito le prospettive di crescita per il 2020 rilasciate nel 2015. Per il 2017 vede invece in ribasso la crescita, al 3-5% contro il 5-7% prevista in precedenza, a seguito degli investimenti per accelerare, negli USA, l’approvazione prioritaria di un nuovo farmaco per l’HIV. Le azioni del gruppo sono diminuite dell’1,5% e alcuni investitori sono rimasti delusi dal fatto che Walmsley non abbia colto l’opportunità per puntare più in alto per quel che riguarda gli obiettivi finanziari. La settimana scorsa il CEO aveva anche anticipato la dismissione di alcuni antibiotici più datati e la vendita di due brand nutrizionali, oltre che il taglio di più di 300 posti di lavoro in Gran Bretagna. In ogni caso, l’azienda inglese ha beneficiato ancora della sterlina debole a seguito del voto per la Brexit, della forte domanda di medicinali anti HIV e dell’insuccesso delle aziende produttrici di generici di ottenere l’ok per la copia di Advair, in Italia Seretide. Tuttavia, la concorrenza sull’HIV dovrebbe aumentare il prossimo anno, mentre l’arrivo dei generici del blockbuster in ambito respiratorio è ormai quasi sicuro per la prima metà del 2018.

Fonte: Reuters Health News

(Versione italiana per Daily Health Industry)

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