Future pandemie, equo accesso ai vaccini con la “Dichiarazione di Berlino”

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La Biotechnology Innovation Organization (BIO), il Developing Countries Vaccine Manufacturers’ Network (DCVMN) e l’International Federation of Pharmaceutical Manufacturers and Associations (IFPMA) – tre organizzazioni che rappresentano gli sviluppatori e i produttori di vaccini – hanno approvato la “Dichiarazione di Berlino”.

Si tratta di un documento che stabilisce in quale modo l’industria riserverà una quota equa della produzione di vaccini per una rapida distribuzione in tempo reale alle popolazioni dei Paesi a basso reddito in caso di future pandemie.

Affinché quanto previsto e concordato abbia successo, le tre organizzazioni evidenziano la necessità che i sistemi sanitari dei Paesi a basso reddito siano preparati meglio alla somministrazione dei vaccini. Pertanto i Paesi ad alto reddito dovranno contribuire fornendo il necessario sostegno politico e finanziario.

La Dichiarazione di Berlino individua tre fattori fondamentali per la riuscita del progetto: collaborazione, un sistema produttivo sostenibile e geograficamente diversificato, modalità di approvvigionamento rapide.

Per consentire un rifornimento efficiente e globale, le tre organizzazioni firmatarie della Dichiarazione di Berlino hanno concordato il consolidamento delle partnership produttive già esistenti, la creazione anticipata di accordi business-to-business, lo sviluppo continuo delle capacità e la concessione volontaria di licenze, con il rapido trasferimento della tecnologia necessaria.

La rimozione degli ostacoli normativi e commerciali all’esportazione rappresenta un altro fattore cruciale affinché queste attività possano essere implementate.

Durante la pandemia sono state oltre 350 le partnership tra aziende che hanno facilitato i processi di distribuzione dei vaccini. L’Organizzazione Mondiale della Sanità e il programma COVAX hanno riservato un miliardo di dosi di vaccini per la distribuzione ai Paesi a basso reddito.

Sebbene questi sforzi su larga scala siano riusciti a gestire l’elevata domanda di vaccini, tutti gli attori del sistema concordano che l’obiettivo dell’equità nell’accesso ai vaccini non è stato centrato.

 

 

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