COVID-19: il 2022 sarà l’anno di Novavax?

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Novavax sta ottenendo sempre più autorizzazioni all’uso in emergenza per il suo vaccino contro il COVID-19. E nonostante sia in ritardo rispetto ai competitor, l’azienda americana prevede che la domanda nel mercato globale sarà ancora ampia, considerando le prime dosi, le dosi di richiamo e il mercato pediatrico, come ha spiegato Silvia Taylor, vice presidente senior di Novavax, a margine della conferenza di J. P. Morgan.

Secondo le previsioni, la domanda del vaccino ammonterebbe a circa cinque miliardi di dosi solo per i Paesi ad alto reddito, ha affermato Taylor. Considerando anche i Paesi a medio e basso reddito, molti dei quali hanno ancora bassi tassi di vaccinazione, la domanda salirebbe a oltre 6,5 miliardi di dosi.

Il vaccino di Novavax, NVX-CoV2372, è a base di proteine e il mese scorso ha avuto l’ok all’uso in emergenza da parte dell’OMS. Meno di una settimana dopo è arrivata anche la raccomandazione condizionata dell’EMA, a seguito della quale Novavax ha dichiarato di aver completato alcune richieste necessarie a soddisfare i prerequisiti per avere l’ok dall’ente regolatorio europeo e dalla FDA americana. E ora è pronta a presentare la domanda ufficiale.

Per distinguersi dai prodotti già in commercio, il vaccino di Novavax punterà sul profilo di efficacia, sui vantaggi in termini logistici e sul fatto che è stato messo a punto con un metodo conosciuto, già usato, per esempio, per i vaccini contro l’HPV.

I dati dello studio di fase III Prevent-19 mostrano che il vaccino ha un’efficacia complessiva del 90,4% e offre una protezione del 100% contro la malattia da moderata a grave. Inoltre, il prodotto non deve essere conservato a bassissime temperature, per cui può essere distribuito usando i canali esistenti, un aspetto importante non solo per i Paesi a basso reddito, ma anche per le zone rurali di quelli ad alto reddito.

Novavax sta testando il prodotto anche su adolescenti di età compresa tra 12 e 17 anni, ma l’obiettivo è quello di estendere lo studio ai bambini, a partire dai sei mesi di età.
Sul fronte dell’uso come booster, sempre più dati evidenziano l’efficacia dei programmi ‘mix-and-match’ che usano diversi vaccini. Uno studio dell’University Hospital di Southampton NHS Foundation Trust ha evidenziato che il vaccino di Novavax funziona bene come richiamo sia dopo la vaccinazione con prodotti a mRNA, sia con vaccini a vettori virali.

L’obiettivo di Novavax, comunque, è produrre almeno due miliardi di dosi di vaccino nel 2022, di cui 1,1 miliardi andranno distribuiti dal programma COVAX ai Paesi più poveri. Novavax ha impegnato, poi, altri 110 milioni di dosi negli USA e fino a 430 milioni di dosi sono state promesse a Regno Unito, Canada, Australia e UE, mentre ulteriori 400 milioni di dosi saranno distribuite mediante gli accordi di licenza siglati con Serum Institute of India, SK biosciences e Takeda.

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