Flessione delle vendite delle confezioni, ma tenuta dei fatturati, che continuano a muoversi in un range ristretto. I trend del mercato dei farmaci senza obbligo di prescrizione nel 2025 si confermano in linea con quelli del biennio precedente, seguendo un andamento ormai strutturale per il comparto. Nel corso dell’anno trascorso sono state dispensate quasi 292 milioni di confezioni, con una diminuzione dell’1,5% rispetto al 2024. La spesa complessiva ha raggiunto invece i 3,2 miliardi di euro, in crescita del 2,8%.
È quanto emerge dalle elaborazioni di ASSOSALUTE (Associazione nazionale farmaci di automedicazione, parte di Federchimica) su dati New Line – Ricerche di Mercato.
Il mercato, dopo le forti oscillazioni degli anni pandemici segnati da picchi e rimbalzi anomali, appare ormai stabilizzato su livelli superiori al periodo pre-Covid. Una stabilizzazione che riflette una situazione epidemiologica normalizzata, in cui il SARS-CoV-2, ormai endemico, continua a contribuire – insieme ad altri virus respiratori – a un’incidenza medio-alta delle sindromi respiratorie, come evidenziato anche dalla stagione influenzale in corso.
Dinamiche stagionali e impatto sulle vendite
Il confronto con il 2024 mette tuttavia in luce una diversa dinamica della curva di incidenza delle patologie respiratorie. Nella stagione influenzale 2025 il picco massimo si è registrato nella 51esima settimana dell’anno (17,5 casi ogni 1.000 assistiti), anticipando quello della stagione precedente, che aveva raggiunto valori simili (17,3 casi) tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio.
L’incidenza è cresciuta e diminuita più rapidamente rispetto alla stagione 2024, determinando un maggiore ricorso ai farmaci da banco all’inizio e alla fine del 2025, ma, al contempo, una contrazione delle vendite nel resto dell’anno.
I farmaci senza obbligo di prescrizione per l’apparato respiratorio rappresentano la prima classe terapeutica del mercato dei farmaci “senza obbligo di ricetta”, con il 36% a volumi e il 34% a valori.
La categoria ha mostrato un andamento complessivamente negativo lungo tutto l’arco dell’anno, fatta eccezione per i mesi dei picchi influenzali, registrando flessioni a doppia cifra da maggio a settembre, con un minimo del –18% ad agosto. Un dato che riflette una marcata riduzione, rispetto al 2024, della circolazione di virus responsabili delle sindromi da raffreddamento anche al di fuori della stagione invernale.
“Il 2025 conferma, ancora una volta, come l’andamento di breve periodo del comparto dei farmaci da banco sia strettamente legato a fattori esterni, quali la stagionalità e la maggiore o minore incidenza di disturbi comuni oltre che alla capacità delle aziende di continuare a innovare la gamma di offerta presente sul mercato per rispondere ai bisogni dei cittadini”, commenta Michele Albero, Presidente di Federchimica Assosalute, “Certamente, su lungo periodo il settore soffre della mancanza di un allargamento dell’offerta in linea con alcuni dei principali Paesi europei: dal 2010, i volumi fanno osservare una erosione media annua del -1,7% mentre i fatturati mostrano un aumento medio annuale modesto e pari al +1,6%”. “
“Siamo convinti – conclude Albero – che la valorizzazione del settore, come pilastro fondamentale per la salute pubblica, passi anche attraverso un’alfabetizzazione sanitaria e un uso corretto dei medicinali da banco. Per questo continueremo a promuoverne un utilizzo responsabile che deve essere accompagnato da un’informazione corretta e dal ruolo di consiglio di farmacisti e medici di famiglia”.
OTC e SOP, perfomance a due velocità
Nel 2025 le due principali categorie dei farmaci senza obbligo di prescrizione hanno mostrato performance a due velocità. I farmaci OTC (Over The Counter) hanno registrato una contrazione dei volumi pari al –2,2%, mentre i SOP (Behind The Counter) hanno chiuso l’anno in sostanziale stabilità (+0,2%). Anche sul fronte del fatturato la crescita risulta più contenuta per gli OTC (+2,1%), mentre gli incassi dei SOP sono cresciuti del 4,8%.
Canali di vendita. Farmacia “fisica” perno del mercato
Le dinamiche tra i canali distributivi restano sostanzialmente stabili. La farmacia “fisica” continua a rappresentare il perno del mercato, con il 90,7% delle confezioni vendute e il 92% del fatturato. Se si considera anche il canale online, le percentuali scendono rispettivamente all’87,% del mercato a volumi e all’89,1% di quello a valori.
Nel 2025 le farmacie italiane hanno dispensato 254 milioni di confezioni (-1,6%), generando oltre 2,8 miliardi di euro di fatturato (+2,8%). Parafarmacie e corner della grande distribuzione organizzata hanno registrato invece una contrazione dei volumi, rispettivamente del -3,1% e del -7,7%, con fatturati sostanzialmente stabili per le parafarmacie (-0,1%) e in calo per la GDO (-3,5%).
Ancora limitata, ma in crescita, la quota delle vendite online di farmaci senza obbligo di prescrizione, che raggiungono il 4% delle confezioni e il 3,2% del fatturato del comparto, superando la GDO. Il canale digitale ha messo a segno un incremento significativo, con un +7,7% nei volumi e un +13,4% nei valori.