Xenotrapianti, business del futuro?

13 aprile, 2017 nessun commento


(Reuters Health) – Sebbene l’utilizzo di organi animali per trapianti sia ancora lontano dall’essere una routine, Smithfield Foods, un’azienda americana specializzata in allevamento e confezionamento di derivati di carne di maiale, ha deciso di creare un’unità dedicata alle bioscience, per avviare l’allevamento di animali da destinare all’espianto di organi per xenotrapianti. “Vogliamo far capire alla comunità scientifica che questo è il campo sul quale ci focalizzeremo”, ha dichiarato Courtney Stanton, vice presidente della BU bioscience di Smithfield. L’azienda, che è diventata una filiale del gruppo cinese WH Group, ha inizialmente avviato un consorzio pubblico-privato di tessuti ingegnerizzati, finanziato dal Dipartimento della Difesa americano con 80 milioni di dollari. Insieme a Smithfield, ci sono solo case farmaceutiche ad occuparsi di un settore del genere, come Abbott, Medtronic e United Therapeutics. Secondo l’associazione United Network for Organ Sharing, ogni giorno muoiono, in media, 22 persone in attesa di trapianto. E i maiali sarebbero gli animali più adatti a fornire organi per i trapianti. Il cuore del maiale, per esempio, ha più o meno le stesse dimensioni di quello umano, ma altri organi potrebbero essere utilizzati, come reni, fegato e polmoni. I primi tentativi di xenotrapianto fallirono per le differenze genetiche che causavano rigetto agli organi e per la presenza di virus che mettevano a rischio di infezioni. Ma i recenti avanzamenti della genetica potrebbe portare a una svolta. La nuova tecnica di editing del DNA, CRISP, ha infatti consentito due anni fa a George Church, professore di genetica ad Harvard, di superare il problema del rischio legato ai geni dei virus. Da allora, Church ha fondato la società eGenesis Bio per sviluppare maiali ‘umanizzati’ che non provocano rigetto e che non trasferiscono virus agli uomini. Un processo che potrebbe fornire ai ricercatori decine di diversi organi e tessuti da un singolo maiale. Smithfield, che già conserva materiali ad uso medico dai 19 milioni di animali che macella ogni anno, spera di poter vendere direttamente a ricercatori e aziende del settore salute, che attualmente si riforniscono attraverso terzi. Secondo Stanton, il mercato americano di prodotti di origine animale per uso medico, per cibi destinati ad animali e per scopi non alimentari è di oltre 100 miliardi di dollari. Un giro di affari che attualmente esclude il potenziale mercato degli xenotrapianti.

Fonte: Reuters Health News

(Versione italiana per Daily Health News)

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