Vas Narasimhan: Novartis, una macchina da lancio del farmaco

Vas Narasimhan: Novartis, una macchina da lancio del farmaco
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Il CEO Vas Narasimhan ha detto che Novartis deve diventare una “macchina da lancio” del farmaco. E per farlo deve cambiare strategia, andando oltre la semplice commercializzazione dei prodotti e la promozione dal medico e focalizzandosi maggiormente sui pazienti, con una visione a lungo termine.

A guidare l’azienda svizzera in questa trasformazione sarà l’attuale pharma chief, Marie-France Tschudin, che ha preso il posto di Paul Hudson, a sua volta diventato CEO di Sanofi.

Secondo la manager, che è intervenuta a margine della J. P. Morgan Healthcare Conference di San Francisco, in passato il settore farmaceutico adottava un approccio di vendita che prevedeva la commercializzazione a prezzi specifici e promuoveva i farmaci ai medici. Oggi, però, le cose sono cambiate, soprattutto perché i pazienti sono molto più autonomi.

Di conseguenza, non è più sufficiente portare sul mercato un nuovo prodotto “con un grande potenziale”. Le aziende devono adottare un approccio basato sul valore e assicurarsi che il prodotto abbia l’accesso che merita.
Per far questo, le pharma devono essere presenti anche laddove i pazienti hanno bisogno di aiuto. Ciò significa identificare le lacune a livello di sistema sanitario.

Un caso esemplare è quello della diagnosi di un mal di schiena, la cui natura deve essere differenziata tra infiammatoria o meccanica. Un semplice questionario potrebbe guidare i pazienti a contattare il medico giusto e accedere al trattamento più opportuno.

Altra situazione tipo è quella della degenerazione maculare umida, per trattare la quale Novartis ha da poco avuto l’ok della FDA a Beovu.

In questo caso il problema non è la diagnosi ma l’aderenza alla terapia, giacché una buona percentuale di pazienti non si reca in ospedale per l’iniezione dal momento che non ci sono operatori sanitari che li portano nei centri di trattamento.

Così Novartis sta cercando di implementare, in Giappone, un’app di condivisione di persone che portano i pazienti nei centri per le terapie, una strategia che l’azienda ha deciso di mettere in atto per aiutare i malati. E l’esperimento potrebbe arrivare anche presto negli USA e in Europa.

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