Teva e IBM insieme per la serendipity industriale

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Costruire un processo sistematico per la valutazione di eventuali indicazioni terapeutiche dei farmaci diverse da quelle per cui sono comunemente utilizzati, mediante il sistema IBM Watson Health Cloud: è questo il senso dell’accordo stretto tra Teva e l’azienda informatica americana IBM. Il sistema, a partire da algoritmi di apprendimento automatico, dati del mondo reale e idee dei ricercatori, cercherà di valutare possibili ‘riutilizzi’ dei farmaci. Per farlo, verranno sfruttate le capacità del sistema Watson di valutare dati sanitari per trovare una correlazione tra molecole e patologie. “Questa collaborazione porterà allo sviluppo di una serendipity industriale, aprendo nuove possibilità di creare trattamenti a partire da farmaci già esistenti”, ha dichiarato il Chief Science Officer di Teva, Michael Hayden.

In passato, già altre aziende farmaceutiche hanno utilizzato questa strategia di riutilizzo dei farmaci. Sulla carta, si tratta di un approccio che rende più economico e veloce lo sviluppo di medicinali. I casi più noti sono Ilaris, di Novartis, e Viagra, di Pfizer, che sono entrati in commercio per patologie diverse da quelle per cui sono stati approvati successivamente. Si tratta di due storie di successo che dimostrano come sia effettivamente possibile che alcuni farmaci vengano riutilizzati per scopi diversi da quelli per cui sono stati inizialmente studiati. Dunque, se il progetto di Teva e IBM funzionerà, il processo farà automaticamente quello che gli scienziati hanno fatto in Novartis per dare ad Ilaris un utilizzo diverso rispetto all’indicazione originale contro l’artrite reumatoide.

 

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