Terapie CAR-T, nuova strada per i tumori solidi

12 Luglio, 2019 nessun commento


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I vaccini terapeutici contro il cancro sono progettati per dirigere le cellule immunitarie di un individuo contro il tumore. E se potessimo usare questo approccio per implementare le cellule CAR-T – che sono attualmente in grado solo di affrontare i tumori del sangue – in modo che possano funzionare anche contro i tumori solidi? È la domanda che si sono posti i ricercatori del Massachusetts Institute of Technology.

Usando un vaccino che carica le cellule CAR-T nei linfonodi, un team del MIT ha scoperto che potevano eliminare i tumori solidi nel 60% del modello murino. Successivamente, gli animali hanno anche eliminato le cellule tumorali re-iniettate. I risultati sono stati pubblicati da Science.

Le terapie cellulari CAR-T utilizzano le cellule T di un paziente e un recettore dell’antigene chimerico (CAR) per colpire le cellule tumorali. Gli scienziati credono che una ragione per cui le CAR-T non funzionano bene contro i tumori solidi risieda nel fatto che quelle tipologie cancerose formano un ambiente intorno a loro che sopprime le cellule T. Il team del MIT ha superato questo ostacolo stimolando le cellule CAR-T nei linfonodi, siti principali delle cellule immunitarie.

“La nostra ipotesi era che potenziando queste cellule T nei linfonodi attraverso il loro recettore CAR, esse avrebbero ricevuto il giusto set di stimoli di innesco per renderle più funzionali e resistenti in modo da essere efficaci nel combattere il cancro”, ha dichiarato Darrell Irvine, autore senior dello studio.

Il team di Irvine ha sviluppato un metodo che eroga direttamente nei linfonodi i vaccini costituiti da antigeni virali o batterici, provocando in tal modo una risposta immunitaria più forte. Il vaccino ha una coda lipidica che si lega all’albumina, una proteina presente nel sangue. Poiché l’albumina si accumula nei linfonodi, essa consente il trasporto del vaccino.

Per costruire il nuovo vaccino, il team ha usato un antigene che stimola le cellule CAR-T. L’antigene può essere lo stesso antigene tumorale oppure una molecola casuale scelta dai ricercatori.

I ricercatori hanno scoperto che i vaccini hanno drasticamente aumentato le popolazioni di cellule CAR-T nei topi.

I roditori con circa 50.000 cellule CAR-T ma senza vaccino non avevano quasi nessuna cellula CAR-T nel flusso sanguigno, invece, le cellule CAR-T costituivano fino al 65% della popolazione totale di linfociti T negli animali che lo avevano ricevuto.

Il duplice meccanismo (vaccino più CAR-T) ha eliminato nel 60% dei topi neoplasie maligne come il glioblastoma, il carcinoma della mammella e il melanoma, mentre i trattamenti esclusivamente costituiti da cellule CAR-T non hanno prodotto alcun effetto su quei tumori.

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