Takeda: bene il candidato per la Dengue. Ma il mercato è difficile

9 novembre, 2017 nessun commento


Sono buoni,  in termini di immunogenicità sviluppata a 18 mesi, i risultati preliminari della fase II di sperimentazione di TAK003, il vaccino contro la febbre dengue sviluppato da Takeda. E presto il prodotto potrebbe diventare una seria minaccia per l’unico del suo genere attualmente in commercio, Dengvaxia, di Sanofi. La fase II di sperimentazione è stata condotta su 1.794 bambini e adolescenti di età compresa tra 2 e 17 anni tra Repubblica Domenicana, Panama e Filippine, tutte regioni in cui la dengue è endemica. E anche se si tratta di dati in fase iniziali, quelli pubblicati su Lancet Infectious Diseases avrebbero mostrato una risposta contro tutti e quattro i sierotipi virali, “indipendentemente da una precedente esposizione alla dengue”, fino a 18 mesi. E dato che tra le persone mai infettate prima i tassi di sieropositività erano più elevati dopo la seconda dose, l’azienda giapponese avrebbe confermato che TAK-003 avrà un regime di due dosi, somministrate a distanza di tre mesi l’una dall’altra. I ricercatori continueranno ora con il follow-up fino alla fine dello studio, prevista a 48 mesi. E anche se Takeda deve comunque aspettare i risultati della faraonica fase III di sperimentazione denominata TIDES e per la quale ha coinvolto 20.100 persone, questi risultati parziali bastano a mettere in allarme Sanofi, che per prima ha messo in commercio un vaccino contro la dengue.

Dengvaxia, nonostante i soldi investiti dall’azienda francese per la sua commercializzazione, in realtà non sarebbe stato così popolare come Sanofi aveva previsto. Le vendite iniziali nel 2016 si sarebbero fermate a 55 milioni di euro, ben al di sotto dei 200 milioni delle aspettative. E le cose non sono migliorate quest’anno. Nei primi nove mesi, il vaccino avrebbe guadagnato solo 22 milioni di euro. L’azienda avrebbe dato la colpa dell’insuccesso al difficile ambiente economico e politico e alla bassa incidenza della malattia nelle regioni endemiche. Ma a pesare sarebbero stati anche gli esperti dell’OMS, preoccupati per il fatto che i danni del vaccino potrebbero essere superiori ai benefici, specialmente in persone che non sono mai state infettate dal virus. Takeda, invece, è particolarmente fiduciosa verso il suo prodotto tanto che ha annunciato l’investimento di 100 milioni di euro sul sito di Singen, in Germania, per la produzione di TAK-003. Anche se i risultati del trial clinico di fase III sono previsti per la fine del 2018.

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