81 milioni di risparmio con la ricontrattazione dei farmaci

27 maggio, 2016 nessun commento


Individuare nuove forme di risparmio per il Servizio Sanitario Nazionale, “stimabili in alcune centinaia di milioni di euro”. Questo l’obiettivo del convegno “Scadenze brevettuali: trasparenza ed efficacia per il miglior capitolato di gara a tutela della spesa farmaceutica e dell’accesso al mercato”, che si è svolto ieri a Roma con il contributo non condizionato di Mylan.

“L’efficienza nell’approvvigionamento dei farmaci appare uno dei modi per liberare risorse utili a sostenere le cure davvero efficaci ed innovative che si affacciano all’orizzonte. In questo ambito, i farmaci equivalenti ricoprono un importante ruolo. L’aumento della vendita di tali farmaci registrato negli ultimi mesi è un fattore positivo. Elemento che ci avvicina ai numeri dell’Europa e favorisce un riequilibrio del settore”, ha spiegato Marcella Marletta, Direttore Generale dei dispositivi medici e del servizio farmaceutico, Ministero della Salute.

81 milioni da 9 molecole
Una valutazione del mancato risparmio è stata condotta dal gruppo di ricerca del EEHTA del CEIS (Università di Roma Tor Vergata) coordinato da Francesco Saverio Mennini su di un campione di 9 molecole e 311 forniture, delle quali 52 rinegoziate, 210 cessate senza essere rinegoziate e 49 con scadenza nel triennio 2016-2018 non ancora rinegoziate. “Lo studio sulla scorta di analisi dirette di capitolati e procedure di gara, con specifico riferimento a modalità operative e gestionali – spiega Mennini – quantifica in 81 milioni circa il mancato risparmio, dovuto al ritardo o alla mancata rinegoziazione. A tanto ammonterebbe il saving grazie alla riapertura delle procedure di gara, in funzione della scadenza brevettuale di prodotti farmaceutici, inseriti in lotti già aggiudicati, nell’ambito di gare centralizzate a lunga valenza”. Se quindi 81 milioni di risparmio sono attribuibili alla ricontrattazione di sole 9 molecole (con questi nuovi modelli di gare di acquisto), “l’impatto complessivo potenziale di vantaggio per la sanità pubblica potrebbe essere molto più grande, – conclude- fino a centinaia di milioni, per mettere a disposizione dei malati i nuovi farmaci innovativi”.

 

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