81 milioni di risparmio con la ricontrattazione dei farmaci

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Individuare nuove forme di risparmio per il Servizio Sanitario Nazionale, “stimabili in alcune centinaia di milioni di euro”. Questo l’obiettivo del convegno “Scadenze brevettuali: trasparenza ed efficacia per il miglior capitolato di gara a tutela della spesa farmaceutica e dell’accesso al mercato”, che si è svolto ieri a Roma con il contributo non condizionato di Mylan.

“L’efficienza nell’approvvigionamento dei farmaci appare uno dei modi per liberare risorse utili a sostenere le cure davvero efficaci ed innovative che si affacciano all’orizzonte. In questo ambito, i farmaci equivalenti ricoprono un importante ruolo. L’aumento della vendita di tali farmaci registrato negli ultimi mesi è un fattore positivo. Elemento che ci avvicina ai numeri dell’Europa e favorisce un riequilibrio del settore”, ha spiegato Marcella Marletta, Direttore Generale dei dispositivi medici e del servizio farmaceutico, Ministero della Salute.

81 milioni da 9 molecole
Una valutazione del mancato risparmio è stata condotta dal gruppo di ricerca del EEHTA del CEIS (Università di Roma Tor Vergata) coordinato da Francesco Saverio Mennini su di un campione di 9 molecole e 311 forniture, delle quali 52 rinegoziate, 210 cessate senza essere rinegoziate e 49 con scadenza nel triennio 2016-2018 non ancora rinegoziate. “Lo studio sulla scorta di analisi dirette di capitolati e procedure di gara, con specifico riferimento a modalità operative e gestionali – spiega Mennini – quantifica in 81 milioni circa il mancato risparmio, dovuto al ritardo o alla mancata rinegoziazione. A tanto ammonterebbe il saving grazie alla riapertura delle procedure di gara, in funzione della scadenza brevettuale di prodotti farmaceutici, inseriti in lotti già aggiudicati, nell’ambito di gare centralizzate a lunga valenza”. Se quindi 81 milioni di risparmio sono attribuibili alla ricontrattazione di sole 9 molecole (con questi nuovi modelli di gare di acquisto), “l’impatto complessivo potenziale di vantaggio per la sanità pubblica potrebbe essere molto più grande, – conclude- fino a centinaia di milioni, per mettere a disposizione dei malati i nuovi farmaci innovativi”.

 

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