Sanofi: un advisory board per studiare il comportamento dei pazienti

3 ottobre, 2017 nessun commento


Raccogliere prove e condurre ricerche per comprendere i comportamenti del paziente e usare queste informazioni per progettare interventi e programmi ad hoc, puntando a riempire il divario tra l’efficacia dimostrata nei trial clinici e quella evidenziata dai dati real-world. È questo lo scopo dell’insediamento, in Sanofi, di un advisory board sulla scienza del comportamento, presieduto da Bernard Hamelis. Recentemente l’azienda francese ha tenuto un incontro per comunicare l’importanza della scienza del comportamento del paziente e i progressi fatti da Sanofi in questo campo. Così è stato evidenziato che mentre il 50% degli esiti dei farmaci sulla salute è determinato dal comportamento del paziente, la maggior parte dei medici non è ben addestrata ad affrontare questo problema come parte della terapia. In un’intervista, Hamelin ha dichiarato che Sanofi sta facendo i primi passi per una trasformazione che tenderà a costruire competenze e capacità necessarie per arrivare a soluzioni in questo ambito. Un motivo per cui questi dati comportamentali sul paziente non sono mai stati utilizzati è semplicemente il fatto che non sono mai stati disponibili. Ma database strutturati o non strutturati, insieme a nuove piattaforme, consentono ora alle aziende di comprendere meglio e informare sul trattamento e l’adesione del paziente. Sanofi sta anche lavorando con partner che raccolgono e analizzano diversi tipi di dati clinici. Come Evidation Health, sulla quale Sanofi-Genzyme BioVentures ha investito 10 milioni di dollari all’inizio dell’anno e che raccoglie dati reali dai pazienti per aiutare le aziende a quantificare i risultati. Uno dei progetti in corso con Sanofi riguarda l’adesione del trattamento in pazienti diabetici. Evidation, per esempio, ha verificato che se le persone aumentano di peso dopo aver cominciato ad assumere antidiabetici, avranno maggiori possibilità di abbandonare la terapia. Riconoscendo questo, e monitorando peso, attività fisica e adesione, si possono aiutare i medici a riconoscere i segnali prima che i pazienti sospendano il trattamento, e quindi intervenire.

 

 

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